Coronavirus, strategie a confronto: l’approccio del rigido lockdown dell’Italia e quello soft senza chiusure della Svezia [DATI]

Coronavirus, il virologo Guido Silvestri spiega le differenze nei dati tra Italia e Svezia: andamento epidemiologico molto simile a fronte di approcci diametralmente opposti

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Il noto virologo Guido Silvestri ha pubblicato stamattina su facebook i due grafici che evidenziano l’andamento dei morti giornalieri da Coronavirus in Italia e in Svezia: “Come sapete, la differenza fondamentale è che Italia ha avuto un lockdown rigidissimo per quasi due mesi (più un mese di semi-lockdown”), la Svezia ha avuto no lockdown. La mortalità totale per milione di abitanti è simile (un pò più bassa in Svezia, ma poca cosa)”.In Italia siamo a 578 morti per ogni milione di abitanti, in Svezia siamo a 547 morti ogni milione di abitanti. Nel mondo hanno fatto peggio soltanto Belgio (844 morti per ogni milione di abitanti), Regno Unito (658) e Spagna (607).

“Alcuni hanno sottolineato che la Svezia ha densità di abitanti piu’ bassa – ma in realtà la grande maggioranza dei morti di COVID in Svezia sono avvenuti nei centri urbani“. A tal proposito è bene ricordare che Stoccolma ha una densità abitativa superiore di più del doppio rispetto a quella di Roma, e che gran parte del territorio svedese è inabitato, e la popolazione si concentra in poche città con un’alta densità abitativa. 

Ecco i grafici, rispettivamente, dei morti giornalieri in Italia e Svezia:

Silvestri spiega che “Le curve sono diverse nella fase di discesa, con un andamento “concavo” in Italia e lineare in Svezia, dove il numero dei morti cala molto più lentamente. Come alcuni hanno acutamente notato, quella differenza di area rappresenta probabilmente (ripeto: probabilmente) il numero di vite umane salvate in Italia dal lockdown. Le curve sono invece molto simili, quasi uguali, nella fase di ascesa, sia in termini di durata temporale dell’ascesa che di “altezza” del picco in termini di numero assoluto/milione di abitanti. Questo aspetto dovrebbe risultare molto SORPRENDENTE a tutti gli aficionados della chiusura che sanno usare il cervello, in quanto la predizione è che in Sveiza il picco sarebbe dovuto essere più alto ed arrivare più tardi. Ora la domanda sui cui si deve davvero riflettere: perchè la curva in ascesa delle morti in Svezia non è andata più avanti nel tempo, così raggiungendo un livello più alto? (come, tra parentesi, avrebbero previsto i famosi “modelli” made in Imperial College) Che cosa la ha fermata?