Coronavirus, il biologo Enrico Bucci: “Ipocrita accusare i frequentatori di discoteche dopo averle aperte”

"Anche se Flavio Briatore è un personaggio che avverso, a causa di ciò che ama rappresentare e delle idee sbagliate e pericolose che veicola, non mi piacciono le tifoserie su Covid-19"

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“Anche se Flavio Briatore è un personaggio che avverso, a causa di ciò che ama rappresentare e delle idee sbagliate e pericolose che veicola, non mi piacciono le tifoserie su Covid-19″. Lo sottolinea su Facebook il biologo Enrico Bucci, docente negli Usa alla Temple University di Filadelfia, commentando il ricovero di Flavio Briatore al San Raffaele di Milano e le polemiche sui casi registrati tra i dipendenti del Billionaire, la discoteca in Costa Smeralda di proprietà dell’ex manager della Formula 1.

“Di maggiore interesse – osserva lo scienziato – mi sembra il fatto che, come era stato predetto, le discoteche si manifestano dal punto di vista epidemiologico per quello che sono: un ambiente al chiuso, ideale per la propagazione del virus a causa della concentrazione di individui a stretto contatto per tempi prolungati, senza protezione, un po’ come le caverne dove il virus si è evoluto. In questo momento sono molteplici i cluster di infezione associati a discoteche, andando ben oltre il Billionaire; e non si può fare a meno di chiedersi perché la loro riapertura sia stata autorizzata, prima dell’inevitabile chiusura attuale’.

“Accusare i frequentatori di discoteche, dopo averle riaperte, per la propagazione del virus – quando non per la loro stessa malattia – è ipocrita – sostiene Bucci – visto che, a suo tempo, non si è voluto ascoltare chi, anche paragonandole alle scuole chiuse, si chiedeva perché si volesse procedere ostinatamente verso l’inevitabile contagio che ne sarebbe seguito. Questo, naturalmente, non assolve certi irresponsabili come il patron del Billionaire; ma, per piacere, non prendiamocela con chi in discoteca ci è andato, dopo che gli è stato detto che il virus non c’è più, che se c’è non fa danno, e che comunque non lo fa ad i giovani: dichiarazioni così tranquillizzanti e provenienti da autorità tali che, se fossi stato ventenne e mi fosse piaciuta la disco, sarei andato a ballare pure io”.