Coronavirus, Lopalco fa chiarezza sui “5 ragazzi in condizioni gravi” e sui loro mancati ricoveri

Pierluigi Lopalco aveva lanciato l'allarme coronavirus evidenziando il ricovero di cinque ragazzi in condizioni severe, ma nei bollettini non c'è traccia. Adesso fa chiarezza

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Qual è la reale situazione Covid in Italia? Si cerca di comprenderlo anche attraverso il parere degli esperti. Come quello dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force in Puglia, che aveva lanciato l’allarme coronavirus in un’intervista all’Ansa nella quale si era espresso in merito al ricovero di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni in condizioni severe. Tuttavia, secondo i dati ufficiale, sembra esserci un solo nuovo ingresso in ospedale.

Una discrepanza che si è verificata anche in Veneto, dove la situazione non è delle migliori: Crisanti dice una cosa, ossia che la situazione non è buona dal punto di vista di ricoveri e pazienti gravi, Zangrillo il suo contrario ossia che i malati in rianimazione sono solo 6. Andrea Cristanti, ospite della trasmissione televisiva In Onda su La7, ha attaccato il collega definendolo troppo tranquillizzante in merito all’emergenza Covid e sottolineando come ci sono “decine e decine di malati in rianimazione”. Non si è fatta attendere la risposta di Zangrillo che su Twitter ha scritto: “Le bugie, caro Crisanti, hanno le gambe corte. Sogni d’oro”, postando anche le tabelle ufficiali della Regione Veneto, dove si vede che i pazienti positivi al coronavirus ricoverati nei reparti di Terapia intensiva sono solo sei.

Ma torniamo alla Puglia: Lopalco, parlando dell’emergenza della regione, aveva detto che i ragazzi giunti in ospedale “hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero”.

Tuttavia nel Bollettino Epidemiologico Regionale, fornito ogni giorno dalla Regione Puglia, si trovano solo due ospedalizzazioni: quella di una donna 63enne ricoverata nell’unità di Malattie Infettive di Bisceglie l’11 agosto e quella di un uomo 83enne ricoverato in Rianimazione al Policlinico di Bari il 12 agosto. E i cinque ragazzi riportati da Lopalco dove sono finiti?

Ieri l’esperto, intervistato da HuffPost ha spiegato che adesso l’Italia sta pagando “il fatto di avere Paesi vicini in cui è già partita la seconda ondata” evidenziando come tali nuovi casi non sono altro che i focolai di inizio di una seconda ondata. Ha sottolineato che, qualora il contagio dovesse diffondersi tra i giovani, presto vedremo nuovi casi gravi anche tra i ragazzi.

L’epidemiologo ha in seguito precisato, mediante il proprio profilo Facebook, cosa intendesse con le proprie dichiarazioni, chiarendo ogni dubbio:

“Non sono abituato, ma di fronte alla scientifica campagna di disinformazione portata avanti dai soliti noti, mi tocca farlo.
Qualche giorno fa a domanda di una brava giornalista che mi chiedeva che tipo di casi stiamo osservando in queste settimane, ho risposto che nel nostro archivio risultavano anche 5 casi di giovani fra 20-30 anni definiti con un livello SEVERO di malattia.
I soliti noti, con la solita tecnica del telefono senza fili, hanno via via distorto questa mia informazione, facendomi alla fine dire che in Puglia abbiamo casi di ventenni in condizioni gravi in terapia intensiva. Niente di più falso: mai detta una cosa simile.
Come al solito gli allocchi ci cascano ed ho avuto un gran da fare a ripulire la mia bacheca dai commenti di frotte di imbecilli.
Per chiarire, nelle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità si definisce caso “SEVERO” un paziente con “manifestazioni cliniche a carico delle vie respiratorie/altri organi apparati che necessitano di ricovero (non in terapia intensiva)”; se passa in terapia intensiva si etichetta come “CRITICO”.”