Coronavirus Usa: nel picco primaverile a New York tassi di mortalità vicini alla Spagnola

Tassi di mortalità che al picco rivaleggiano con quelli osservati durante la pandemia più mortale della storia moderna

Tassi di mortalità che al picco rivaleggiano con quelli osservati durante la pandemia più mortale della storia moderna. E’ l’impatto di Covid-19 su New York City, una delle metropoli più colpite. I numeri della Grande Mela a marzo e aprile – nella fase clou – secondo uno studio pubblicato su ‘Jama Network Open’, non sono distanti dalla Spagnola, la pandemia influenzale del 1918, che seminò circa 50 milioni di vittime in tutto il mondo, di cui 675mila solo negli Stati Uniti.

L’impennata primaverile di Covid-19 a New York – emerge dall’analisi – ha fatto infatti registrare un tasso di mortalità complessivo solo del 30% inferiore rispetto al culmine della pandemia del 1918 in città, nonostante i progressi della medicina. Lo studio ha confrontato dati pubblici ricavati dagli statunitensi ‘Centers for Disease Control and Prevention’ (1914-1918), del ‘New York City Department of Health and Mental Hygiene‘ (2020) e del Census Bureau degli States (2017-2020).

Molte persone paragonano Covid-19 all’influenza stagionale e considerano invece i tempi della Spagnola come un periodo di devastazione incomparabile, evidenzia l’autore principale dello studio, Jeremy Faust del Brigham and Women’s Hospital di Boston.

“In realtà è fondamentalmente questo” ultimo scenario e “voglio che le persone si rendano conto dell’enormità di ciò che abbiamo appena visto questa primavera, ciò che stiamo vedendo di nuovo ora, è veramente storico”, ha spiegato l’esperto al ‘New York Times’.

Faust e colleghi hanno confrontato i dati della “mortalità per tutte le cause” a New York City durante le due pandemie. Quasi 33.500 persone sono morte nella metropoli Usa tra l’11 marzo e l’11 maggio di quest’anno. Con una popolazione totale di quasi 8,3 milioni, equivale a 202,08 morti per 100.000 persone al mese.

Il tasso di mortalità complessivo di quei 61 giorni è stato più di 4 volte rispetto a quello dei periodi corrispondenti dal 2017 al 2019. I ricercatori hanno poi esaminato i decessi nell’ottobre e nel novembre 1918, culmine dell’epidemia di influenza spagnola nella città identificando 31.589 decessi tra 5,5 milioni di residenti in città, che equivale a 287,17 morti per 100.000 persone al mese. Numero 3 volte superiore al tasso di mortalità della città nei 3 anni precedenti.