Coronavirus, italiani presi in giro in Gran Bretagna per le mascherine: intanto nel Regno Unito superati i 60 mila contagi

"Sento molti amici e colleghi che sono nel Regno Unito e mi dicono che la mascherina non viene usata" e intanto aumentano i contagi
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Nuovo picco dei casi di coronavirus, dopo quello di maggio, nel Regno Unito. Secondo i dati giornalieri diffusi oggi dal governo vi sono altri 6.178 contagi contro i quasi 5.000 di ieri. Stabile invece – alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove restrizioni annunciate ieri da Boris Johnson – il numero dei morti (37 nelle ultime 24 ore come ieri), nonché il totale dei ricoveri nazionali in terapia intensiva, fermo a 181. Circa 220.000, infine, i test quotidiani eseguiti, fino a una somma di oltre 19 milioni dall’inizio della pandemia.

Sileri Coronavirus“Posso anche dire che in Italia siamo più bravi e sicuramente i numeri ci confortano su questo, ma i conti si fanno alla fine. Sento molti amici e colleghi che sono nel Regno Unito e mi dicono che la mascherina non viene usata. Anzi ho amici italiani che sono stati anche presi in giro in maniera confidenziale perché portavano la mascherine. Quindi, sono state usate sicuramente strategie diverse“. A sottolinearlo è il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto a ‘Timeline’ su SkyTg24′, in merito alle dichiarazioni del primo ministro britannico Boris Johnson il quale, rispondendo a una domanda sull’Italia e sulla sua capacità di contenimento del Coronavirus Sars-CoV-2, ha obiettato che il Regno Unito è un Paese che ama la libertà.

“La bravura – frena Sileri – si vedrà alla fine, quando l’epidemia sarà terminata. Sicuramente i vari Paesi europei hanno usato strategie diverse. E in questo momento c’è, secondo me, il fattore abbassamento delle temperature che sicuramente” sta incidendo sulle differenze numeriche fra le diverse aree d’Europa. “La stagione autunnale-invernale inizia prima nel Nord Europa. E’ chiaro che, se poi non usi la mascherina e hai allentato le misure della distanza di sicurezza e del lavaggio mani, il virus circola di più. Anche noi però arriveremo a numeri del genere, credo sia inevitabile”, conclude il viceministro italiano.

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