Coronavirus, Gori (Policlinico di Milano): “In 3 giorni più gravi i pazienti in arrivo”

Preoccupa la situazione coronavirus negli ospedali di Milano: a fare il punto Andrea Gori, primario di Malattie infettive del Policlinico di Milano

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“Nel giro di 3 giorni è cambiato completamente il tipo di paziente Covid che si presenta nei pronto soccorso di Milano. In maniera molto rapida abbiamo osservato un peggioramento della gravità dei malati che arrivano negli ospedali. E, fra quelli che vengono ricoverati, diversi hanno bisogno di un supporto importante in termini di ossigenoterapia. Per capirci hanno bisogno del casco Cpap, non solo di un po’ di ossigeno, perché presentano un’insufficienza respiratoria grave”. A tracciare un quadro dei malati Covid che accedono alle strutture sanitarie della metropoli in questa fase è Andrea Gori, primario di Malattie infettive del Policlinico di Milano.

“La situazione – spiega all’Adnkronos Salute – è in rapido cambiamento, per quanto riguarda la quantità di pazienti che arrivano nei pronto soccorso della metropoli. L’epidemia è partita da una popolazione giovanile e abbiamo avuto un 80% di contagi in ambito familiare, ora quello che sta cambiando è per esempio che l’età media dei pazienti sta decisamente salendo e conseguentemente il grado di compromissione che la malattia comporta. Un conto sono i giovani che per il 65% sono asintomatici e per il restante 35% hanno in genere sintomi più lievi, un conto sono gli anziani. Quando ci si ammala di Covid-19 in età più avanzata, le persone con estrema facilità e più frequentemente sviluppano una polmonite più grave”.

In questo momento al Policlinico i ricoverati con Covid sono 12 in terapia intensiva, e 199 in tutto, su complessivi 900 letti dell’Irccs. Ai tempi della prima ondata si era arrivati a gestirne 310 in contemporanea. Attualmente alle persone che vengono intubate in rianimazione, si aggiungono una ventina di pazienti con Cpap. “I ricoveri in terapia intensiva stanno aumentando ed è segno che l’epidemia sta cambiando volto – conclude Gori – La gente è spaventata, ma in pronto soccorso ci viene quasi sempre perché ha davvero un’insufficienza respiratoria. Chi ce la fa e non sta così male sta a casa”.