Coronavirus, il giorno dopo la morte di Jole Santelli l’Ue premia la Calabria: è l’unica regione d’Italia a ottenere il bollino verde

La Calabria è l'unica regione in Italia a ottenere il bollino verde in relazione all'andamento dell'epidemia da Coronavirus

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Il giorno dopo la morte del Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, scomparsa improvvisamente nella sua casa di Cosenza a causa di un malore, da Bruxelles arriva una notizia che avrebbe reso orgogliosa la stessa Governatrice.

La Calabria è l’unica regione in Italia a ottenere il bollino verde in relazione all’andamento dell’epidemia da Coronavirus.

La terra dei Bronzi di Riace è infatti l’unica regione a mantenersi al di sotto della soglia critica nella prevenzione e nel controllo della malattia. A farle compagnia anche Paesi come Norvegia, Finlandia e Grecia.

La classifica è stata redatta dagli esperti dell’Ecdc, l’agenzia europea incaricata di monitorare l’andamento dell’epidemia, i quali hanno il compito di  controllore l’andamento della stessa nell’Ue, al fine di individuarne criticità e risolverle. La mappa stilata dall’Ecdc ha l’obiettivo di coordinare le misure tra i vari Stati, al fine di favorire il contenimento della pandemia da coronavirus ed evitare la chiusura indiscriminata di frontiere e trasporti.

I criteri tenuti in considerazione sono principalmente due: il tasso di nuovi casi ogni 100mila abitanti e il tasso di test con esito positivo sul totale dei tamponi effettuati. In conseguenza a ciò ogni Stato o regione riceve un colore: verde (quando si rileva una situazione epidemiologica al di sotto del livello di allerta), arancione (rischio intermedio), rosso (rischio elevato). C’è poi il colore grigio assegnato a quelle regioni che effettuano pochi test (meno di 300 ogni 100mila abitanti).

Un premio che la Calabria è riuscita a guadagnarsi con una solida strategia di contenimento. Il Presidente della Regione, Jole Santelli, ha infatti gestito l’emergenza coronavirus con intelligenza e competenza, tenendo in considerazione la reale situazione sanitaria e economica di questa terra e attuando una strategia ad hoc.

Jole Santelli

Strategia che le aveva causato non poche polemiche, ma che si è poi rivelata vincente. All’inizio della pandemia, come ella stessa ha ammesso, ha emulato il Veneto, chiudendo scuole e luoghi di aggregamento con una settimana di anticipo rispetto al Governo. Dopo pochi giorni ha chiuso la stessa regione evidenziandone le criticità sanitarie che le impedivano di rischiare un aggravio della pandemia. E con un mese di anticipo rispetto al resto d’Italia, quando la situazione in Calabria risultava estremamente tranquilla dal punto di vista epidemiologico, aveva permesso mediante un’ordinanza l’apertura di bar e ristoranti. Decisione impugnata dal Governo, ma difesa dalla Santelli la quale evidenziava la differente matrice economica delle regioni del Sud, prettamente turistiche, rispetto a quelle del Nord, maggiormente industriali.

La strategia calabrese aveva ricevuto persino il plauso del New York Times.

Non solo: la Calabria è stata tra le prime regioni a dimostrare come bisognava gestire la pandemia di coronavirus a fine lockdown. Era il 22 giugno quando un piccolo focolaio era stato individuato a Taureana, in provincia di Reggio Calabria. Immediata la reazione del Governatore: comune dichiarato “zona rossa” e attivati i contact tracing, con tamponi a tappeto che avevano permesso di individuare i positivi scongiurando la diffusione dell’epidemia. Emergenza risolta nel giro di poche settimane a dimostrazione che la strategia di contenimento basata su tamponi a chi aveva avuto contatti con i positivi e lockdown localizzati era vincente.

Ad agosto, nel pieno del turismo, la Calabria è stata la prima regione d’Italia a chiudere discoteche e luoghi da ballo, luoghi nei quali risultava impossibile contenere la diffusione dei contagi. E quando, a fine estate, i casi iniziavano ad aumentare, anche lì l’avanguardista Jole Santelli è stata tra le prime a reintrodurre l’obbligo di mascherine anche all’aperto. Decisione che, anche stavolta, si è rivelata giusta.

Insomma, una promozione del tutto guadagnata, quella della Calabria che si trova proprio oggi orfana della proprio Governatrice e che vede in quel bollino verde la speranza di un domani all’altezza di quello che merita.