Coronavirus, la seconda ondata galoppa in Europa con l’arrivo dell’autunno: “Fase più virulenta, stagione fredda predispone”. Oltre 22.000 casi in Francia

Le altre grandi potenze europee segnano numeri importanti, ben superiori a quelli del nostro Paese: seconda ondata a pieno ritmo

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La seconda ondata di coronavirus prosegue a pieno ritmo in Europa, facendo registrare importanti incrementi giornalieri mentre ci addentriamo sempre di più nella stagione autunnale. Nel giorno in cui l’Italia ha registrato il record assoluto di casi giornalieri ma con un boom di tamponi, anche le altre grandi potenze europee segnano numeri importanti, ben superiori a quelli del nostro Paese.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato poco fa nuove misure per contrastare l’epidemia nel Paese, tra le quali il coprifuoco a Parigi e altre città, nel giorno in cui la Francia registra 22.591 nuovi contagi di Covid-19, per un totale di 779.063 casi confermati. In netto aumento negli ultimi giorni i ricoveri in rianimazione (193), che portano il totale a 1.664. I morti in un giorno sono stati 104, anch’essi in aumento dopo che martedì erano stati 87, portando il totale a 33.037.

Gli 11.000 casi registrati nelle ultime 24 ore in Spagna ne fanno il primo Paese europeo ad avere raggiunto la quota di 900mila casi. Secondo il ministero della Salute, sono in tutto 908.056 i casi confermati. La Spagna è quindi il settimo Paese al mondo per il numero di contagi. Le autorità spagnole hanno confermato 33.413 decessi per Covid-19, l’ottavo bilancio più alto nel mondo. Gli esperti sanitari ritengono che il numero effettivo sia molto più alto a causa della mancanza di test.

Altri 19.724 casi di coronavirus sono stati registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie aggiungendo che ci sono stati altri 137 decessi di persone che erano risultate positive al Covid-19 nei 28 giorni precedenti.

Vaia (Spallanzani): “Fase più virulenta, stagione fredda predispone”

Siamo in una fase di virulenza” del SARS-CoV-2 “connessa a tanti motivi, uno di questi è sicuramente l’ingresso in una stagione più difficile” quale l’autunno-inverno “in cui come sappiamo ci sono più malattie respiratorie e anche un decadimento non esagerato delle condizioni fisiche che ci predispone di più al contagio virale”. Lo ha detto Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, intervenuto alla trasmissione radiofonica ‘Zapping’ su Rai Radiouno, commentando i dati dell’andamento dell’epidemia nelle ultime 24 ore in Italia. A proposito dell’elevato numero di nuovi contagi, Vaia osserva che “se domani facciamo 200mila tamponi ne troveremo più di 7mila sicuramente, ma commette un errore se si contano i numeri assoluti senza rapportarli al numero di tamponi“. E sottolinea un altro elemento ovvero che “la situazione clinica è molto ma molto meno grave rispetto al passato, sia perchè il Ssn è in grado di trattare meglio e di guarire questa patologia sia perché molti sono assolutamente asintomatici e non vengono confermati successivamente”.

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