Dal Medicane Ianus alla pandemia: le previsioni meteo per l’autunno e il picco della seconda ondata di Covid-19 a novembre in Europa

La bassa radiazione solare prevista per novembre in Europa potrebbe comportare anche il picco della seconda ondata di Covid-19: le previsioni stagionali

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In un webinar organizzato da Climate Services for Clean Energy (S2S4E), progetto europeo, finanziato da Horizon 2020, dedicato soprattutto alle energie rinnovabili, Irene Cionni di ENEA ci ha guidato attraverso le ultime previsioni substagionali e stagionali dell’organizzazione disponibili all’interno del Decision Support Tool (DST), uno strumento di previsione rivolto al settore dell’energia.

Cionni ha dato avvio al webinar tornando indietro di qualche settimana, ai giorni di metà settembre, quando un Medicane (Uragano Mediterraneo) ha colpito parte di Italia e Grecia. “Un Medicane è un ciclone delle medie latitudini con caratteristiche simili ai cicloni topicali. Rispetto ai fratelli tropicali più grandi, hanno un’estensione orizzontale piccola (pochi chilometri) e intensità al di sotto della categoria 1. Nonostante la piccola estensione, i Medicane possono produrre danni significativi a causa delle combinazioni di venti intensi e forti piogge. Solitamente i Medicane interessano due aree differenti dell’area mediterranea: il Mar Ionio e le Baleari. Il 20 settembre, Ianus ha colpito la costa della Grecia ed è stato un ciclone molto pericoloso. A causa di questo ciclone, 3 persone hanno perso la vita. La città più colpita è stata Karditsa, sferzata da venti di 120km/h che hanno abbattuto linee elettriche e generato enormi onde che hanno colpito le spiagge delle isole ioniche di Cefalonia e Zacinto”, spiega Cionni.

Ianus si è formato vicino alle coste africane il 17 settembre, ha attraversato lo Ionio e ha raggiunto le aree costiere greche del Peloponneso occidentale, poi ha colpito la Grecia fino alla Tessaglia centrale. Guardiamo le performance delle previsioni substagionali di S2S4E per questo evento. Nelle previsioni emesse 4 settimane prima dell’evento, non vediamo un aumento della velocità dei venti nell’area interessata dal ciclone. Neanche a 3 settimane prima. Ma quando passiamo a 2 settimane prima, abbiamo estremi proprio nell’area in cui è iniziato il ciclone: vediamo eventi estremi per il vento, eventi estremi nello Ionio. Tutti i valori del vento sono sopra la norma nell’area tra lo Ionio e la costa africana. Le previsioni emesse il 3 settembre, dunque, sono state in grado di catturare l’evento che si è verificato tra 17 e 20 settembre. Nelle previsioni della settimana precedente all’evento, in qualche modo, l’informazione si perde poiché vediamo estremi del vento sulla terraferma in Grecia, che è stata colpita da forti venti, ma non abbiamo più estremi sullo Ionio”, spiega ancora l’esperta.

“Perché questo evento dovrebbe interessare il settore dell’energia? I Medicane colpiscono con forza la costa dell’Italia e della Grecia con diversi problemi alla distribuzione dell’energia. Ma saranno anche un evento cruciale per il mantenimento dei parchi eolici off-shore, che può essere influenzato dai forti venti e dalle onde associate ai Medicane. Italia e Grecia non hanno ancora parchi eolici off-shore ma ci sono diversi progetti vicino alle aree che possono essere danneggiate dai Medicane. In Italia, ci sono circa 4 progetti in Puglia e molti progetti nelle piccole isole ioniche della Grecia. Avere una buona previsione di questi eventi due settimane prima sarebbe fondamentale per la manutenzione programmata dei parchi eolici”, chiarisce Cionni.

I Medicane hanno una frequenza che è meno di 1 all’anno, stimata in 0,8 all’anno. Il punto è che i Medicane sono fenomeni che possono essere cambiati dai cambiamenti climatici, perché sono direttamente correlati alle temperature superficiali del mare. E sappiamo che le temperature superficiali del mare stanno aumentando nel Mediterraneo. Studi sui Medicane hanno dimostrato che non sta aumentando la frequenza ma sta aumentando l’intensità, quindi avranno venti più forti in futuro”, conclude Cionni.

Previsioni meteo autunno

previsioni meteo autunno meteowebL’esperta di ENEA passa, poi, ad illustrare le previsioni stagionali di S2S4E, che includono gli scenari di temperatura, vento, precipitazioni e radiazione solare. “Per le temperature a novembre, abbiamo un’alta probabilità di avere temperature oltre la norma in parti di Spagna, Italia e Germania. Anche a dicembre, abbiamo temperature sopra la norma che interesseranno l’area delle Alpi e la Norvegia, con possibilità di estremi. Alta probabilità di temperature oltre la norma a gennaio in Finlandia”, spiega Cionni.

A novembre, alta probabilità di velocità del vento inferiori alla norma nella Polonia settentrionale. A dicembre, alta probabilità di velocità del vento inferiori alla norma nelle Isole Britanniche. Per il mese di gennaio, non emergono chiari segnali dalle previsioni”.

“Le precipitazioni per novembre 2020 mostrano un’alta probabilità di essere sopra la norma in Polonia, Lituania e Lettonia. Per dicembre 2020, le precipitazioni hanno un’alta probabilità di essere sotto la norma in Turchia, Grecia e Ungheria. Non ci sono chiari segnali per l’area per gennaio 2021”.

Per quanto riguarda la radiazione solare, “a novembre, si prevede un’alta probabilità di radiazione solare sotto la norma in Francia, Germania e Benelux. Tipicamente novembre è il mese con meno radiazione solare a causa del periodo dell’anno con meno ore di sole” e a questa condizione, si aggiunge che la radiazione solare sarà ancora inferiore alla norma. “Per dicembre e gennaio, non abbiamo chiari segnali per l’area”, conclude l’esperta.

Meteo e pandemia

L’argomento della radiazione solare merita uno spazio a parte in riferimento alla pandemia di coronavirus in atto. Sempre più studi dimostrano il legame tra l’andamento della pandemia e le condizioni meteo, in particolare il soleggiamento. Alti livelli di luce ultravioletta sono correlati con una ridotta crescita del virus, afferma solo uno dei più recenti studi sul tema a firma dell’Università di Oslo. Ne è una prova l’andamento della pandemia in Europa a maggio e giugno, quando la curva epidemiologica ha raggiunto il minimo in corrispondenza delle maggiori ore di luce al giorno. Ora, se le previsioni stagionali del S2S4E di una bassa radiazione solare a novembre si rivelassero esatte, il prossimo mese potrebbe essere quello del picco della seconda ondata di contagi in Europa. Autunno e inverno sono i mesi indicati come più critici per la recrudescenza della pandemia: già a novembre, dunque, potremmo assistere al picco.