SARS-CoV-2, la seconda ondata non è mai finita: diminuzione casi (-17%) è solo apparente, va di pari passo col calo (-16%) dei tamponi

SARS-CoV-2, i dati reali mostrano che non siamo fuori dalla seconda ondata: misure completamente inefficaci, i nuovi casi stanno diminuendo soltanto perchè sono diminuiti i tamponi

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La seconda ondata della pandemia da SARS-CoV-2 in Italia non è mai finita: mentre in molti blaterano della terza, in realtà ancora oggi l’incidenza della malattia è alta nel nostro Paese, come dimostra il numero dei morti costantemente e stabilmente elevato. Il sistema a colori tanto glorificato dal Governo, in realtà, non ha affatto funzionato. E così le misure che dovevano consentirci di avere un Natale “più sereno“, si sono rivelate del tutto inefficaci. E’ vero che stanno diminuendo i nuovi casi, ma la diminuzione è solo apparente perchè va di pari passo al calo dei tamponi. Infatti nella settimana 9-15 dicembre i contagi in Italia sono stati 113.182, il 17% in meno rispetto alla precedente quando erano stati 136.493.

Ma il rallentamento dell’incremento dei casi va di pari passo a una riduzione del 16% di quelli testati, passati da 551.068 a 462.645 (pari a 88mila tamponi in meno) e questo finisce per “sovrastimare gli effetti delle misure di mitigazione“. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe sull’andamento della pandemia in Italia.

Il grafico con la media settimanale del tasso di positività ai tamponi mostra che abbiamo avuto un lieve calo rispetto al picco di novembre ma siamo ancora su livelli superiori a quelli di inizio aprile, quindi nel pieno della seconda ondata:

Il bacino degli attualmente positivi – si legge ancora nel documento di monitoraggio della Fondazione Gimbe sull’andamento della pandemia in Italia – si svuota molto lentamente“: sono 667.303 rispetto a 737.525 della settimana precedente, con un calo del 9,5%, e in 6 Regioni si registra addirittura un incremento. Dopo il picco del 22 novembre (805.947), i casi attualmente positivi sono diminuiti in 24 giorni del 20,8%, con una riduzione media giornaliera dello 0,9%. Ma con i numeri attuali “risulta ancora impossibile riprendere qualsiasi attività di tracciamento“. Se però si facesse lo stesso numero di tamponi di un mese fa, si individuerebbero sicuramente più positivi e si potrebbero isolare più asintomatici, migliorando le performance del tracciamento.

Sul fronte degli ospedali, la settimana dal 9 al 15 dicembre ha visto diminuire i ricoveri con sintomi (27.342 rispetto a 30.081) e le terapie intensive (3.003 rispetto a 3.345). Ma la soglia di occupazione da parte di pazienti Covid, secondo dati Agenas, supera ancora i livelli di allerta in area medica in 10 Regioni e nelle rianimazioni in 14 Regioni.

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