SARS-CoV-2, il mondo inizia a vaccinarsi: guidano Regno Unito, USA e Canada, Europa in attesa. Il punto

La lotta alla pandemia di SARS-CoV2 è entrata in una nuova fase, quella dei vaccini: ecco a che punto sono i principali Paesi del mondo

A quasi un anno dalla scoperta ufficiale dei primi casi in Cina, il mondo ha iniziato la sua lotta alla pandemia di SARS-CoV-2 basandosi su un’arma che finora non aveva: i vaccini. La comunità scientifica ha concentrato tantissime energie sullo sviluppo di vaccini efficaci, che dessero una mano a bloccare la diffusione del virus che ad oggi ha contagiato oltre 73 milioni di persone e ucciso oltre 1,6 milioni di persone in tutto il mondo.

Da alcuni giorni, in alcuni Paesi è iniziata la somministrazione dei sieri alla popolazione. Nel mondo occidentale, il primo Paese è stato il Regno Unito, seguito da Stati Uniti e Canada. Tutti e 3 questi Paesi stanno somministrando lo stesso vaccino, quello sviluppato da Pfizer e BioNTech. In questo articolo, faremo il punto sulla preparazione dei principali Paesi ad una campagna vaccinale di estrema importanza per combattere la pandemia, evidenziando quelli che sono più avanti e quelli che invece sono più in difficoltà.

Regno Unito

Margaret Keenan
Margaret Keenan

Nel Regno Unito, le vaccinazioni sono iniziate l’8 dicembre. La 90enne Margaret Keenan è diventata la prima persona al mondo a ricevere il vaccino Pfizer-BioNTech. Il Paese, che sta guidando il processo da Londra, al momento, ha ordinato dosi sufficienti per il 30% della popolazione. Il governo nazionale ha scelto i 50 ospedali che hanno ricevuto il vaccino inizialmente e si è assicurato che fossero preparati, ha deciso quanti lotti avrebbe ricevuto ogni ospedale ed ha elaborato le regole per determinare le persone a cui somministrarli per prime.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno iniziato a somministrare le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech ieri, 14 dicembre. Al momento, lo stato ha ordinato dosi sufficienti per il 15% della sua popolazione. La prima persona vaccinata è stata un’infermiera che opera in un reparto di terapia intensiva del Long Island Jewish Medical Center a New York. Le autorità americane sperano di avere 40 milioni di dosi entro la fine del mese, che sarebbero sufficienti a vaccinare 20 milioni di persone, considerando che è prevista la somministrazione di due dosi perché il vaccino sia efficace. Il governo federale distribuirà il vaccino ad ogni stato sulla base della popolazione. Saranno i singoli stati a decidere come dividere le dosi tra ospedali, cliniche, farmacie e studi medici ma almeno all’inizio, il vaccino andrà agli ospedali con depositi ultrafreddi. Una commissione che consiglia i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie sta redigendo una lista di priorità, iniziando con gli operatori sanitari. Ma quest’opera è ancora in corso e le linee guida non sono vincolanti. Gli stati potrebbero differire nel loro approccio.

Canada

Frank Gunn/The Canadian Press

Il Canada ha iniziato la somministrazione del vaccino contro SARS-CoV-2 ieri, 14 dicembre, dopo aver ordinato un numero di dosi sufficiente per tutta la sua popolazione. La prima canadese a ricevere la dose è stata una dipendente di una casa di riposo di Toronto. Per la distribuzione del vaccino, il governo centrale pianifica di lavorare con i governi regionali: Ottawa svolgerà un grande ruolo nel dirigere il processo. Anche l’Esercito sta svolgendo un ruolo importante nella distribuzione del vaccino, con il governo che sta inviando carichi in tutte e 10 le province, mentre i tre territori del nord dovranno aspettare.

Europa in attesa dell’approvazione

Se Regno Unito, Stati Uniti e Canada hanno già iniziato la somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech, in Europa si attende ancora l’approvazione dell’EMA, che si riunirà il 21 dicembre per decidere proprio su questo vaccino. “Ogni giorno conta. Lavoriamo alla massima velocità per autorizzare i vaccini per il Covid-19. Accolgo le novità dell’Ema che anticipano l’incontro per discutere del vaccino Pfizer-BioNTech prima di Natale. Probabile che i primi europei siano vaccinati prima della fine del 2020“, ha scritto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

Italia

Il previsto passaggio alla Commissione europea per l’approvazione definitiva al vaccino anti-Covid Pfizer-BionTech potrebbe avvenire con tutta probabilità entro 48 ore dal via libera dell’EMA, e dunque già il 26 o 27 dicembre se l’EMA si pronuncerà prima di Natale“, ha affermato all’ANSA Guido Rasi, ex direttore esecutivo EMA. A quel punto, “il vaccino sarebbe utilizzabile dal giorno dopo nei Paesi Ue“. Se la macchina distributiva e la logistica sono pronte, e con la contestuale e immediata validazione da parte di Aifa, “la campagna vaccinale in Italia potrebbe dunque partire – afferma – già il 28-29 dicembre“.

Russia

russiaTutte le regioni della Russia hanno iniziato a vaccinare i cittadini contro il Covid-19, visto che il vaccino è stato distribuito. Lo ha annunciato il ministro della Sanità, Mikhail Murashko. “Il vaccino è stato consegnato in tutte le regioni della Federazione Russa, la vaccinazione è iniziata in tutte le regioni“, ha detto Murashko al centro di risposta al coronavirus del governo russo. È stata stabilita una procedura aggiuntiva per garantire il trasporto e la conservazione sicuri del vaccino, con promemoria speciali sia per i pazienti che per i medici, ha aggiunto il ministro.

Corea del Nord

La Corea del Nord ha acquistato dalla Russia il vaccino Sputnik V e dalla Cina strumenti diagnostici, fra cui termoscanner da distribuire al confine fra i due Paesi probabilmente per ripristinare gli scambi, rende noto il quotidiano giapponese Asashi, senza precisare la quantità e il prezzo delle dosi del ritrovato russo importate. La campagna per le vaccinazioni è iniziata da un numero imprecisato di funzionari del Partito dei lavoratori, si precisa citando fonti dell’intelligence sudcoreana e cinesi. Nessuna informazione sull’eventuale vaccinazione del leader, Kim Jong-un. Il regime nordcoreano assicura di non aver registrato casi di Covid. Dallo scorso gennaio sono state introdotte misure di lockdown per prevenire la diffusione dell’epidemia, fra cui la chiusura completa dei confini e delle scuole.

Arabia Saudita

arabia sauditaL’Arabia Saudita ha annunciato l’avvio di una massiccia campagna di vaccinazione entro qualche giorno dopo aver approvato il farmaco della Pfizer-BioNTech: lo ha reso noto il Ministero della Sanità di Riyad. Il vaccino sarà gratuito anche per i cittadini sauditi residenti all’estero, richiedibile tramite un’applicazione dello stesso Ministero. Il programma di vaccinazione saudita prevede tre fasi: la prima riguarda le persone più vulnerabili come gli ultrasessantacinquenni o coloro affetti da patologie gravi; la seconda riguarda gli ultracinquantenni e i pazienti ospedalieri meno gravi; il rimanente della popolazione verrà vaccinato nell’ultima fase. L’Arabia Saudita, che conta oltre 34 milioni di abitanti, è il secondo Paese del Golfo ad aver approvato il vaccino della Pfizer dopo il Bahrein.

Israele

israeleIsraele punta ad avviare la campagna vaccinazioni contro il Covid il 23 dicembre. Lo ha riferito il Ministero della Salute, precisando che il siero verrà somministrato inizialmente a medici e operatori sanitari, e a seguire over 60 e coloro che soffrono di malattie croniche.

Libano

Il Libano dovrebbe firmare un accordo questa settimana per le forniture di vaccino contro SARS-CoV-2 della Pfizer-BioNTech e riceverà il primo lotto otto settimane dopo. Il Libano, con una popolazione stimata di 6 milioni di abitanti, ha registrato 1.210 morti a causa del Covid-19. Nonostante la grave carenza di valuta estera, il governo si aspetta di firmare l’accordo da 18 milioni di dollari per le forniture del vaccino Pfizer-BioNTech questa settimana, ha detto il ministro della Salute Hamad Hassan. Il governo aveva detto in precedenza che il Libano era in trattative per assicurarsi 1,5 milioni di dosi di vaccino. Il primo pagamento di 4 milioni di dollari è stato assicurato in un incontro con la banca centrale e il primo ministro uscente.

Singapore

Singapore ha approvato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech, con la prima spedizione che arriverà entro la fine di dicembre. Con un budget di oltre 750 milioni di dollari americani per i vaccini, Singapore ha firmato accordi di acquisto anticipato con i produttori di vaccini come Pfizer-BioNTech, Moderna e Sinovac. Gli altri vaccini arriveranno nei prossimi mesi e il Paese spera di averne a sufficienza per tutta la popolazione entro il terzo trimestre del 2021. I vaccini saranno somministrati su base volontaria e saranno gratuiti per i cittadini e i residenti a lungo termine. La priorità sarà data ad operatori sanitari e personale in prima linea, anziani e persone vulnerabili.

Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait

Due nazioni arabe sono diventate i primi Paese ad aver approvato un vaccino cinese contro SARS-CoV-2. Gli Emirati Arabi Uniti hanno approvato un vaccino sviluppato da Sinopharm il 9 dicembre e il Bahrein ha seguito a distanza di pochi giorni. Non è ancora chiaro quando Sinopharm avrà la capacità di soddisfare le richieste di Emirati Arabi Uniti e Bahrein. L’azienda dice che ha 500 milioni di dosi, ma in precedenza gli scienziati avevano detto alla rivista Nature che la maggior parte probabilmente sarà distribuita in Cina. Ma il Bahrein ha anche approvato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech.

Anche il Kuwait ha garantito l’uso di emergenza del vaccino Pfizer-BioNTech. Il Ministero della Salute del Paese ha già offerto ai cittadini l’opzione di preregistrarsi per ricevere la dose.

Sud America

Il Sud America, a parte un paio di Paesi, sembra più vulnerabile rispetto ad altre aree del mondo per quanto riguarda la distribuzione dei vaccini contro SARS-CoV-2. Considerando la povertà che i 9 mesi della pandemia hanno portato e le attrezzature per il freddo necessarie per trasportare e conservare le dosi, molti ministri della sanità del Sud America si aspettano di restare indietro, con il rischio di altre ondate virali alle porte. Hanno anche affermato che si stanno preparando con attrezzature, punti di distribuzione e piani per mobilitare l’Esercito. Alcuni hanno accordi con le grandi case farmaceutiche. Ma la sensazione per molti rimane comunque la preoccupazione.

Jorge Martin Rodriguez, professore di politica della sanità pubblica alla Javeriana University di Bogotà, sostiene che probabilmente bisognerà aspettare il 2022 o il 2023 prima che la Colombia sia protetta. Hamilton Mourao, vicepresidente del Brasile, ha detto che il Paese dovrebbe vaccinare 150 milioni di persone entro la fine del 2021. Il governo brasiliano, che si sta affidando prevalentemente al vaccino AstraZeneca, è in trattativa anche per l’acquisto di 70 milioni di dosi del siero Pfizer-BioNTech. Ci sono poi dei disaccordi riguardo all’uso del vaccino cinese CoronaVac, che lo stato di San Paolo afferma inizierà a distribuire il 25 gennaio. Si prevede che il Brasile avrà bisogno di più di un vaccino per coprire la sua intera popolazione.

Messico e Argentina hanno firmato un accordo ad agosto con Astra per finanziare la produzione di 250 milioni di dosi. Il Messico si aspetta di ricevere le prime dosi del vaccino Pfizer nella terza settimana di dicembre e otterrà un milione di dosi al mese entro i primi 4 mesi del 2021. L’Uruguay, il Paese con i tassi di infezione e mortalità più bassi del Sud America, si aspetta di avere un vaccino disponibile ad aprile.

Africa

africaNonostante le catastrofiche previsioni iniziali, i Paesi dell’Africa sono stati risparmiati dal peggio della pandemia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto che l’area africana ha un punteggio medio del 33% di preparazione per la distribuzione del vaccino contro il Covid-19, molto al di sotto della desiderata soglia dell’80%. John Nkengasong, direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie in Africa, ha detto che è necessario essere realistici sulle campagne di immunizzazione a causa delle sfide legate all’arrivo dei vaccini nel continente, aggiungendo che è improbabile che accadrà prima della metà del 2021. Ci sono poi da considerare anche le sfide logistiche e quelle legate alle infrastrutture.

Inoltre, è diffuso il timore che nell’accesso ai vaccini mancherà il senso di solidarietà globale. People’s Vaccine Alliance, una coalizione di organizzazioni che include Oxfam, Amnesty International e Global Justice Now, ha condannato i Paesi ricchi per essersi accaparrati le dosi dei vaccini a scapito delle nazioni più povere. “I dati aggiornati dimostrano che le nazioni ricche, che rappresentano solo il 14% della popolazione del mondo, hanno comprato fino al 53% di tutti i vaccini più promettenti finora”, dice la coalizione.

Intanto, il Marocco si sta preparando per un ambizioso programma di vaccinazione contro SARS-CoV-2, puntando a vaccinare l’80% degli adulti in un’operazione che inizierà questo mese e che inizialmente si baserà sul vaccino Sinopharm.