Piano Pandemico 2021-2023, la sincerità di Riccio è spiazzante: “la favola del tutto a tutti non esiste in sanità”

Impossibile curare tutti: la cruda verità dell'anestesista Mario Riccio a seguito delle polemiche sulla bozza del piano pandemico 2021-2023

MeteoWeb

Qualche giorno fa è trapelata la bozza del piano pandemico nazionale 2021-2023. Un documento che ha fatto scatenare un po’ di polemiche a seguito delle quali è intervenuto il Ministero della Salute, specificando che si trattava di una bozza informale. A commentare il documento trapelato due giorni fa è stato Mario Riccio primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Casalmaggiore (Cremona): “Gia’ la prima ondata di Covid ha intaccato il principio: lo schiaffone lo abbiamo ricevuto prima noi medici e poi l’opinione pubblica. La favola del tutto a tutti, del chi prima arriva prima viene servito, come al ristorante, non esiste in sanita’“, ha affermato. “La vera ‘rivoluzione copernicana’ si e’ avuta nel momento in cui strutture governative hanno elaborato un Piano che contemplava questo cambiamento. Un Piano che, d’altronde, riprende criteri gia’ visti nei modelli anglosassoni. Chi inizialmente, compresi personaggi eminenti, aveva gridato allo scandalo, poi ha riconosciuto questo aspetto. Senza voler fare polemica, ma, ad esempio, quando iniziarono ad emergere le prime nostre difficolta’, il presidente dell’Ordine nazionale dei medici Filippo Anelli s’inalbero’. Disse di rifiutare l’idea che un medico non curasse un paziente, che si stava contravvenendo al giuramento di Ippocrate e che non voleva nemmeno sentir parlare di questa cosa; poi, ha dovuto riflettere sulle sue affermazioni. Tanto che usci’ un documento congiunto con anestesisti e rianimatori in cui si riconosceva il nuovo paradigma“, ha aggiunto il medico, noto per essere stato l’anestesista di Piergiorgio Welby. “Alla fine credo che dalla bozza uscira’ una versione tiepida: interverranno delle forze interne che vorranno mitigare qualche parola forte e si arrivera’ ad un compromesso, ma purtroppo ormai il concetto e’ passato ed e’ inutile gridare allo scandalo“, ha concluso.