La Sacra di San Michele: l’abbazia de “Il nome della rosa”

La Sacra di San Michele è un racconto lungo oltre mille anni, fatto di miti, leggende, architetture ai limiti dell'impossibile e misteri che accolgono pellegrini e visitatori da tutto il mondo

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La Sacra di San Michele è un’imponente abbazia che evoca una bellezza, un fascino e un mistero tali da ispirare Umberto Eco per il suo indimenticabile romanzo “Il nome della Rosa”.
Con la sua struttura altomedievale, la sua ubicazione in altura e in uno scenario fortemente suggestivo, la Sacra è un luogo denso di spiritualità che richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia tutti collocati su una linea immaginaria che rappresenta una via di pellegrinaggio lunga più di 2000 chilometri e che percorre tutta l’Europa.

La storia della Sacra di San Michele

nome della rosa ecoL’abbazia è arroccata sulle pareti scoscese di un’altura e quasi sembra sfidare i principi della fisica e con la sua apparente inaccessibilità corrisponde perfettamente alla descrizione dettagliata che ne fa Adso de Melk, il protagonista del romanzo di Umberto Eco del 1980.
Infatti, sebbene l’abbazia de “Il nome della rosa” non sia mai veramente esistita, è noto che lo scrittore si ispirò proprio a questa ardita costruzione per ambientare i fatti narrati.

La Sacra di San Michele è un complesso architettonico che domina il monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa, a circa 60 chilometri da Torino ed è uno dei simboli della regione Piemonte.
Monte-PirchirianoIl monte Pirchiriano è uno sperone roccioso appartenente al gruppo del Rocciavré nelle Alpi Cozie e che si trova a 962 metri di altitudine, e fu sede di insediamenti umani fin dai tempi preistorici.
Nelle epoche successive fu fortificato dai Liguri e poi dai Celti e quando le Alpi Cozie divennero Provincia Romana, la posizione strategica del luogo venne sfruttata per la collocazione di un castrum romano, ossia un accampamento fortificato militare.

Con i Longobardi nel VI secolo d.C. la Val di Susa divenne luogo di edificazione delle “Chiuse dei Longobardi”, muraglie e torri che attraversavano la valle ma che non riuscirono a fermare i Franchi di Carlo Magno che nel 773 d.C. risultarono vincitori della battaglia delle Chiuse e che dominarono la zona fino all’888 d.C., anno in cui passò sotto i Saraceni.

La zona venne in seguito interessata da colonie eremitiche e alle soglie dell’anno mille data la sacra fama del monte divenne meta della redenzione di un uomo dal passato discutibile: il conte Ugone di Montboissier, un ricco signore dell’Alvernia che ottenne dal Papa l’indulgenza solo a patto di un esilio di 7 anni e della costruzione di un’abbazia.

portale zodiaco sacra san micheleLa costruzione della Sacra di San Michele avvenne tra il 983 e il 987 d.C. e questo luogo meraviglioso e denso di spiritualità fu custodito in origine dai monaci benedettini.
Presto grazie all’iniziativa del conte e al sistematico reclutamento di monaci, il luogo diviene un punto di sosta per pellegrini di alto rango e una sorta di centro culturale internazionale.

L’abbazia ottenne rapidamente l’indipendenza dall’autorità temporale e da quella del vescovo, e grazie a un’ampia e intensa ospitalità, poté favorire gli scambi non solo di ordine pratico ma di profondo significato spirituale, che contribuirono a creare il patrimonio comune di una grande civiltà religiosa.

Dagli inizi fin verso la prima metà del 1300 il monastero visse la sua stagione più favorevole sotto la guida degli abati benedettini, alla quale seguì mezzo secolo di decadenza.
Nel 1379 il malgoverno dell’abate Pietro di Fongeret indusse Amedeo VI di Savoia a chiedere alla Santa Sede l’abolizione della figura dell’abate monaco, cui si sostituì quella del commendatario.

Con la nomina dei commendatari iniziò l’agonia del monastero: dal 1381 al 1622, infatti, i monaci furono governati da priori, mentre gli abati commendatari, sempre lontani dal monastero, godevano delle rendite.
Nel 1622 fu, infine, chiesta la soppressione del monastero che era oramai abitato da soli tre monaci.

La nuova vita dell’abbazia

sacra san micheleDopo seicento anni di vita benedettina, la Sacra di San Michele rimase quasi abbandonata per oltre due secoli. Fino a quando nel 1836 Re Carlo Alberto di Savoia, desideroso di far risorgere il monumento che era stato l’onore della Chiesa piemontese e del suo casato, pensò di collocarvi, stabile, una congregazione religiosa.

I Rosminiani vennero nominati da Papa Gregorio XVI amministratori della Sacra e delle superstiti rendite abbaziali e al luogo sacro furono affidate in custodia anche le salme di 24 reali di casa Savoia, ivi traslate dal Duomo di Torino.

I Padri Rosminiani restano tutt’ora nell’abbazia e vengono affiancati da qualche anno un gruppo di Ascritti rosminiani. Anche essi sono membri effettivi dell’Istituto della Carità, la Congregazione religiosa fondata da Antonio Rosmini sul monte Calvario di Domodossola nel 1828.

biblioteca sacra san micheleLa storia attuale della Sacra di San Michele vede negli ultimi anni un’attenzione speciale, generosa e incoraggiante, da parte di enti pubblici e privati. Da sempre le Sovrintendenze svolgono un’azione finalizzata alla tutela e alla valorizzazione del monumento.

Inoltre, oggi l’abbazia vive momenti intensi di iniziative religiose e culturali come: gli eventi e i concerti nel santuario che si svolgono nei mesi di maggio, giugno e settembre, il potenziamento della biblioteca che conta più di 10.000 volumi, il convegno annuale che si svolge regolarmente dal 1992 e molte altre.

La visita alla Sacra di San Michele

via ferrata carlo giordaAl visitatore che si avventura fino alla Sacra di San Michele, l’abbazia riserva un racconto lungo oltre mille anni che coinvolge ancora con il fascino e la magnificenza di una struttura che sebbene abbandonata per due secoli non ha visto scalfire la propria bellezza.

Per accedere alla Sacra vi sono diversi sentieri per escursionisti: dai più semplici, da Sant’Ambrogio, Chiusa San Michele e Frazione Mortera percorribili in circa un’ora e mezza di cammino, con un dislivello fra i 300 e i 400 metri; al più impegnativo tracciato che da parte Oulx e attraversa il Parco del Gran Bosco di Salbertrand e quello dell’Orsiera Rocciavrè.
Quest’ultimo è lungo 60 chilometri ed è divisibile in tre tappe, con pernottamenti in tenda o strutture ricettive.

C’è anche la possibilità di arrivare alla Sacra attraverso un percorso di arrampicata, per la via ferrata Carlo Giorda che termina in prossimità del muro nord della Sacra. Il tempo di percorrenza è di 4 ore, il dislivello di 600 metri

7 santuari san micheleLa Sacra di San Michele si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre 2.000 chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo.
L’abbazia fa parte dei 7 santuari lontanissimi tra loro ma perfettamente allineati, che alimentano le leggende sulla struttura. Si narra che questa linea rappresenti il colpo di spada con cui l’Arcangelo San Michele scacciò il demonio, relegandolo per sempre all’inferno.

sacra-di-san-michele scalone dei mortiUna volta giunti nei pressi dell’abbazia ci si trova sul percorso verde che immette nella visione dello splendido panorama e nell’imponente massiccio della facciata.
L’ingresso è uno solo: la Scalone dei Morti con il Portale dello Zodiaco e una volta raggiunto la Sacra è pronta a svelare alcuni dei suoi elementi più affascinanti come la statua di San Michele Arcangelo creata dallo scultore altoatesino Paul dë Doss-Moroder e la leggendaria Torre della Bell’Alda, così chiamata per la leggenda legata alla morte di una giovane di nome Alda che peccò di superbia lanciandosi nel vuoto.

Torre della Bell’Alda sacra san michele

Durante le visite speciali del primo sabato del mese si possono ammirare anche il museo del quotidiano che raccoglie oggetti d’uso di altri tempi, la biblioteca, le antiche sale di Casa Savoia e, ancora, sepolcri, archi, portali, opere pittoriche e il “Museo del quotidiano” che accoglie oggetti d’epoca e strumenti di lavoro quotidiano dimenticati e caduti in disuso.

I 7 santuari della Linea di San Michele