Covid, Maggio il mese della svolta: arriverà “in settimana il cronoprogramma delle riaperture”

Il Ministro Gelmini identifica per la prima volta maggio come mese chiave per le riaperture: "Già questa settimana definiremo il cronoprogramma"

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Credo che già questa settimana definiremo il cronoprogramma per le riaperture. Perché dobbiamo procedere. Con cautela, per evitare di commettere errori e dover richiudere, ma man mano che il tasso di contagi diminuisce e le vaccinazioni coprono i più fragili dobbiamo riaprire. A breve il Cts inserirà proprio il dato sulle vaccinazioni tra i criteri di valutazione per il passaggio delle regioni da un colore all’altro“: è quanto ha affermato il Ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini in una intervista a Repubblica, identificando per la prima volta maggio come mese chiave per le riaperture. “A giorni sarà convocata la cabina di regia per definire le riaperture. Un cronoprogramma credo che lo avremo già in settimana. I ministeri stanno lavorando ciascuno su i propri protocolli di sicurezza. È allo studio anche il pass vaccinale, per il quale attendiamo entro giugno una disciplina europea“. “Si va verso una rapida apertura degli esercizi commerciali. Col passaggio in zona gialla di molte realtà, se il tasso di contagio e quello di vaccinazioni lo consentiranno, potrebbero riaprire ristoranti con tavoli esterni e bar, almeno a pranzo. E, sempre rispettando i protocolli di sicurezza, anche piscine e palestre“, “aprile è stato il mese della grande svolta con la riapertura delle scuole, almeno fino alle prime medie, e dei concorsi pubblici. Stiamo pianificando il via alle fiere, ai grandi eventi internazionali. Lavoriamo al Salone del mobile, ormai in programma a Milano dal 5 al 10 settembre“.
Per quanto riguarda la data del 2 giugno, suggerita dal collega al Turismo Garavaglia per il disco verde definitivo, “potrebbe essere la data per le aperture generalizzate, ma non mi va di fare promesse campate in aria. Guardiamo prima i dati“.
I ristoranti, “intanto li si può aprire a pranzo, se con spazi esterni. Per la sera attendiamo ancora le prossime settimane“. Sulle proteste di piazza, Gelmini commenta: “Avevamo votato uno scostamento da 32 miliardi per far fronte alle chiusure di fine anno. Poi è arrivata la terza ondata. Nel cdm di oggi ci sarà un ulteriore scostamento di dimensioni più ampie per coprire i danni economici e risarcire le attività più colpite: ristoranti, bar, palestre“.
Il Paese è molto stanco, il fermo è stato assai prolungato per molte attività, questa tensione è comprensibile anche se non giustificata. Prendiamo esempio dalla Gran Bretagna, che ha aperto pur avendo vaccinato con due dosi solo il 10 percento della popolazione. La strategia può essere quella: riaprire mentre si mette in sicurezza. Siamo nelle condizioni di farlo anche noi,” conclude il Ministro.