Il mondo dell’astronomia piange la scomparsa di Michael Collins, uno dei 3 astronauti che prese parte alla storica missione della NASA Apollo 11, quella che portò il primo uomo sulla Luna il 20 luglio del 1969. Collins è morto ieri, mercoledì 28 aprile, all’età di 90 anni, dopo una lunga lotta con il cancro.
Dopo Neil Armstrong, morto nel 2012, Collins è il 2° astronauta dell’Apollo 11 a lasciarci. Nelle ore successive alla sua scomparsa, è nata una sterile e inutile polemica sul ruolo di Collins all’interno della missione.
Collins era nato a Roma il 31 ottobre del 1930, visto che il padre – militare – lavorava in quegli anni all’ambasciata statunitense in Italia. La sua nascita ancora viene ricordata al civico 16 della via nel quartiere Parioli da una targa che celebra “l’intrepido astronauta” di cui la città è “fiera“. La targa fu affissa nell’ottobre del 1969. È proprio questa targa all’origine della polemica in corso, secondo cui definire Collins come “il primo uomo sulla Luna” è sbagliato.
Ecco come andarono realmente le cose, perché il ruolo di Collins fu fondamentale nella riuscita della missione e perché la targa a lui dedicata non riporta alcuna bugia.
A differenza degli altri due membri della spedizione, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, Collins non mise piede sul satellite. Armstrong diventò il primo uomo a toccare il suolo lunare, Aldrin lo seguì a breve, mentre Collins rimase in orbita ad aspettare i colleghi per tornare sulla Terra. Per questo viene da molti ricordato in quei momenti come “l’uomo più solo” dell’universo.
Ma il suo ruolo fu importantissimo, poiché la missione era stata concepita per essere portata a termine da 3 astronauti, quindi il contributo di ognuno dei 3 membri dell’equipaggio fu indispensabile per la riuscita della missione. Michael Collins era alla guida del modulo di comando Columbia, la navicella dalla quale si distaccò il modulo lunare che portò gli altri due astronauti a mettere piede per la prima volta sul suolo del satellite. Collins restò da solo in orbita intorno alla Luna e successivamente fu artefice del delicato ricongiungimento con il modulo lunare, guidando l’Apollo 11 fino al ritorno sulla Terra. Anche se non ci sono le sue impronte sulla Luna, dunque, il ruolo di Collins fu fondamentale.
Per quanto riguarda la targa affissa a Roma, proprio nella casa in cui nacque Collins, riporta: “In questa casa nacque il 31 ottobre 1930 Michael Collins intrepido astronauta della “Missione Apollo 11 primo uomo sulla Luna”. Roma fiera di questo suo figlio pose a ricordo perenne + SPQR XVI ottobre MCMLXIX”
Leggendo con attenzione, la targa non dice che Collins fu il primo uomo sulla Luna, ma che prese parte alla “Missione Apollo 11 primo uomo sulla Luna”, tutto inserito tra virgolette, come a definire la missione stessa, cioè quella che ha portato il primo uomo sulla Luna.
Insomma, una polemica inutile intorno ad uomo che ha contribuito a scrivere la storia dell’esplorazione umana dello spazio, svolgendo un compito di primaria importanza nell’Apollo 11, ma troppo spesso dimenticato ed erroneamente considerato meno importante degli altri due compagni di missione.



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