Incendio in Sardegna, le fiamme aumentano: “E’ un inferno di fuoco che non accenna a cedere, anzi si estende” [FOTO]

In Sardegna i centri abitati sono sempre più minacciati dal fuoco, che non accenna a cedere e anzi divampa sempre di più: le operazioni di spegnimento proseguono da ieri

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Il terribile inferno di fuoco ancora devasta il Montiferru. Un gigantesco fronte di fuoco e distruzione che, nonostante gli sforzi incessati e incessanti dell’antincendio regionale, non accenna a cedere e che anzi si estende. Diamo forza agli amici di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Sennariolo, Scano di Montiferro, Sennariolo ma purtroppo anche Tresnuraghes Porto Alabe, Magomadas, Tinnura, che vivono la distruzione del loro territorio. Una preghiera a Santa Barbara perché assista e protegga tutti coloro che, da terra e dal cielo, sono impiegati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio e protezione dei cittadini“, così sulla propria pagina Facebook Michele Pais, Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, regione nella quale da ieri divampano le fiamme, con due vasti roghi in particolare che sembrano indomabili.

Già da ieri sera sono in corso le evacuazioni, dopo che le fiamme avevano raggiunto il centro abitato di Cuglieri. I roghi sono tanti, ma i due peggiori sono quelli di Usellus, dove le fiamme hanno devastato ettari di sughera, e quelli di Santulussurgiu, Cuglieri e Scano Montiferru.

Questa mattina il quadro non è cambiato, anzi: i centri abitati sono sempre più minacciati dal fuoco. Il grande incendio di Santu Lussurgiu assedia l’abitato, ha raggiunto ormai anche il perimetro forestale di Pabarile e punta adesso verso il compendio boschivo di La Madonnina, nel territorio di Cuglieri. I soccorritori sono all’opera per cercare di proteggere l’abitato di Santu Lussurgiu per evitare una tragedia: gli aerei canadair stanno proseguendo con i lanci a bassa quota attorno alle case.

Vigili del fuoco al lavoro vicino Oristano per un incendio di vegetazione a Bonarcado. I pompieri sono stati impegnati per tutta la notte nell’opera di contrasto alle fiamme, a Cuglieri sono state evacuate 40 persone da una casa di cura. Potenziato il dispositivo di soccorso, in azione cinque Canadair.

Sfollate quasi 400 persone

Quasi 400 persone evacuate per tutta la notte, abitazioni danneggiate, un centinaio di ettari di territorio divorati dal fuoco. In nottata 200 cittadini di Cuglieri sono stati sfollati, con le fiamme che hanno raggiunto il paese. Solo questa mattina la situazione e’ lievemente migliorata e 120 persone circa hanno fatto rientro a casa. Paura anche a Sennariolo, che e’ stato completamente evacuato: 155 gli sfollati.

Coldiretti: persi bestiame, fienili e pascoli

Numerose aziende agricole coinvolte, danni ingenti con la perdita di pascoli, patrimonio boschivo, in alcuni casi animali, capannoni fienili e strutture. E’ il primo bilancio della Coldiretti della Sardegna sugli incendi che, da ieri, interessano diverse zone dell’Oristanese. “Oltre ai Comuni assediati dalle fiamme, ad essere devastati e accerchiati dalle fiamme – spiega la Coldiretti – sono anche le campagne con gli allevatori impegnati in una corsa contro il tempo anche durante la notte per recuperare gli animali, alcuni dei quali stati raggiunti dalle fiamme. Una apocalisse ambientale con centinaia di ettari di lecci, roverelle e sughere secolari andati in fumo soprattutto tra il Montiferru e la Planargia”.

Ancora una volta stiamo vivendo un disastro ambientale ed economico che purtroppo sta interessando anche i centri abitati oltre che il mondo delle campagne – commentano il presidente di Coldiretti Oristano e Nuoro-Ogliastra Giovanni Murru e Leonardo Salis -. Stiamo monitorando, con i direttori, i nostri presidenti e segretari di zona, le singole situazioni e siamo vicini a tutte le aziende agricole e ai cittadini che hanno e stanno vivendo momenti difficili. Chiediamo a tutti massima cautela”. “Adesso e’ il tempo dell’emergenza e ringraziamo tutte le forze impegnate nelle operazioni di spegnimento coordinati dalla Protezione civile per il lavoro che stanno facendo. Sappiamo gia’ purtroppo – concludono – che il conto da pagare sara’ pesantissimo per le aziende agricole e che stiamo perdendo un patrimonio ambientale prezioso che ci vorranno decenni per recuperarlo”.

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