Variante Delta, oggi nel Regno Unito 48.553 nuovi casi, 63 morti e 582 nuovi ricoverati, le terapie intensive si riempiono di vaccinati

Covid-19, nel Regno Unito la situazione peggiora di giorno in giorno: aumentano morti e ricoverati, la maggior parte sono vaccinati con entrambe le dosi. La variante Delta è resistente ai vaccini e gli ospedali britannici ricominciano a riempirsi per la nuova ondata di contagi

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Pessime notizie dal Regno Unito, dove la variante Delta del Covid-19 continua a provocare un peggioramento di tutti i parametri epidemiologici concretizzando lo spettro più temuto, e cioè la sua resistenza ai vaccini. Oggi, infatti, nel Paese che seguiamo molto da vicino perchè è stato il più veloce ed efficiente nelle vaccinazioni, si registrano i numeri peggiori da oltre 5 mesi: non solo per il contagio, ma anche per i morti e le ospedalizzazioni. Nel Regno Unito è vaccinata con una dose l’87,5% della popolazione adulta, di cui il 67,1% ha già ricevuto entrambe le dosi completando tutto il ciclo vaccinale. Le percentuali delle persone adulte e anziane, più esposte a morti e decessi, sono di gran lunga superiori al 90% per l’immunizzazione completa. La variante Delta, però, sta “bucando” i vaccini e colpisce i vaccinati tanto quanto i non vaccinati, vanificando la validità delle vaccinazioni.

Oggi, infatti, nel Paese ci sono stati 48.553 nuovi casi, nuovo record giornaliero dal 12 gennaio, ma anche 63 morti, nuovo record dal 22 marzo, e 582 ricoverati.

Nell’ultima settimana il numero dei positivi è aumentato del 33%, il numero dei morti è aumentato del 48% e il numero dei ricoverati è aumentato del 47%. Gli ospedali del Paese sono tornati a ridosso dei 4.000 pazienti positivi ricoverati, non erano così tanti dal 31 marzo, e di questi ce ne sono 550 in rianimazione, nuovo record dal 30 marzo.

La nuova ondata di contagi è soltanto all’inizio, come dimostra il tasso di positività che dopo essere rimasto azzerato in primavera e nella prima parte dell’estate, adesso sta risalendo di giorno in giorno. Oggi i 48.553 positivi sono stati rilevati su 1 milione e 210 mila tamponi processati, per un tasso di positività del 4%. Purtroppo anche ricoverati e morti, con il passare dei giorni, stanno aumentando in proporzione ai contagiati: l’aumento avviene in “ritardo” rispetto al contagio per le fisiologiche tempistiche del decorso della malattia, e non per la protezione data dal vaccino come illusoriamente si voleva narrare fino a qualche settimana fa.

L’ultimo briefing tecnico pubblicato dal Public Health England pubblica i dati dei contagiati, dei morti e dei ricoverati vaccinati o non vaccinati, ed emerge infatti come circa il 65% dei morti e dei ricoveri sono vaccinati, mentre il 45% dei contagiati sono vaccinati. La differenza è dovuta semplicemente al fatto che il virus sta circolando di più tra i giovani, come anche in Italia, e quindi ci sono più contagi tra i non vaccinati (che sono più giovani), ma rimane concentrato negli anziani il numero dei morti anche se hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

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