Volo suborbitale, l’Ing. Vincenzo Giorgio (AD ALTEC) a MeteoWeb: “E’ il primo passo verso il trasporto di futura generazione e l’Italia è all’avanguardia in Europa”

Il volo suborbitale e la nuova era del turismo spaziale: intervista all'Ing. Vincenzo Giorgio, Amministratore Delegato di ALTEC S.p.A.

MeteoWeb

Mentre cresce l’attesa per il lancio di New Shepard di Blue Origin, con a bordo anche il miliardario Jeff Bezos, è ormai entrato a pieno titolo nei libri di storia il volo Virgin Galactic dello scorso 11 luglio: la missione ha segnato “l’inizio di una nuova era del turismo spaziale, consentendo l’accesso allo spazio a chiunque voglia avvicinarsi a vivere questa esperienza“, “la presenza a bordo per la prima volta di ‘passeggeri’ è importantissima in quanto realmente apre la pista a promettenti percorsi futuri“: l’Ing. Vincenzo Giorgio, Amministratore Delegato di ALTEC S.p.A., commenta così, ai microfoni di MeteoWeb, l’eccezionale risultato raggiunto da Richard Branson, che, insieme ad altre 5 persone, ha volato fino al confine dello spazio, sperimentando circa 4 minuti di assenza di gravità, dando il via ad una nuova era di viaggi suborbitali.

ALTECAerospace Logistics Technology Engineering Company – è una società pubblico-privata partecipata dalla maggiore azienda spaziale europea, Thales Alenia Space e dall’Agenzia Spaziale Italiana: è il centro di eccellenza italiano per la fornitura di servizi ingegneristici e logistici a supporto delle operazioni e dell’utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale e dello sviluppo e della realizzazione delle missioni di esplorazione planetaria.
I servizi di ALTEC – che ha sede a Torino ed ha proprio personale distaccato alla NASA e all’ESA – vanno dal supporto ingegneristico e logistico, all’addestramento degli astronauti, al supporto agli esperimenti in particolare di biomedicina, al processamento di dati scientifici, allo sviluppo e alla gestione del segmento di terra di programmi spaziali e alla promozione della cultura spaziale.

L'Ing. Vincenzo Giorgio ALTEC
L’Ing. Vincenzo Giorgio ALTEC, Amministratore Delegato di ALTEC S.p.A.

Cos’è un volo suborbitale? Quali sono le difficoltà che Virgin Galactic ha superato per realizzarlo? Un volo suborbitale, spiega l’Ing. Giorgio, “viene realizzato tramite un sistema propulsivo che è non sufficientemente potente per inserire la Space Ship in orbita completa attorno alla Terra, ma consente di raggiungere una quota di 100 Km, convenzionalmente definita come il confine con lo spazio (Karman line), percorrendo un piccolo arco di orbita ed ottenendo tipicamente da tre a cinque minuti di microgravità. In questo intervallo temporale il turista spaziale vive un’esperienza unica potendo fluttuare liberamente all’interno della navetta e godendo dell’affascinante spettacolo della vista del nostro pianeta esattamente come un astronauta. La realizzazione di un sistema di volo suborbitale è molto complessa, soprattutto in relazione al sistema propulsivo ma anche all’accuratezza delle manovre manuali che l’equipaggio deve eseguire a bordo per raggiungere gli obiettivi previsti. Particolarmente critica è la fase di rientro, in preparazione alla quale la navetta viene configurata aerodinamicamente in modo opportuno per affrontare in modo stabile e sicuro il rientro nell’atmosfera. Le accelerazioni sono significative e sono di circa 3.5 g in fase di ascesa e fino a 5-6 g in fase di rientro, anche se per periodi estremamente limitati. Inoltre è necessario avere a terra uno Spazioporto, e cioè un insieme di infrastrutture opportunamente attrezzate, dotate di tutte le funzioni atte a preparare il sistema per la missione, supportare la missione prima e dopo l’atterraggio e, successivamente, riconfigurare il sistema per la missione successiva. È importante ricordare che la riutilizzabilità è una caratteristica fondamentale di un sistema di volo suborbitale“.

virgin galactic
Credit: Virgin Galactic

La missione Virgin Galactic rappresenta davvero “l’inizio” di una nuova era del turismo spaziale?Sicuramente questa missione segna l’inizio di una nuova era del turismo spaziale, consentendo l’accesso allo spazio a chiunque voglia avvicinarsi a vivere questa esperienza. Ovviamente – ricorda Amministratore Delegato di ALTEC – il prezzo per il turista è ancora piuttosto elevato (USD 250 K) ma le analisi di mercato sono relativamente ottimistiche dal punto di vista della sostenibilità di queste iniziative. L’ultima missione di Virgin Galactic continua ad essere parte di un estensivo programma di test che l’Azienda sta portando avanti sul proprio sistema di volo suborbitale, la prima con a bordo civili, costituito dal veicolo carrier White Knight 2 e dallo spazioplano Space Ship 2. Ricordo infatti che la missione prevede una prima fase in cui il carrier aviotrasporta fino ad una quota di circa 15.000 metri il White Knight 2 in cui questo viene rilasciato per poi iniziare la fase di ascesa fino a circa 100 Km di altezza, spinto da un innovativo motore ibrido a razzo; il White Knight 2 può così realizzare una traiettoria suborbitale fino al ritorno a terra planando come un aliante. Il programma di test consente la raccolta di sempre maggiori informazioni e la presenza a bordo per la prima volta di ‘passeggeri’ è importantissima in quanto realmente apre la pista a promettenti percorsi futuri“.

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Credit: Virgin Galactic

Cosa ne pensa della “polemica” Virgin Galactic/Blue Origin sul raggiungimento della linea di Kármán? La linea di Karman, spiega l’Ing. Giorgio, “è un modo convenzionale per definire il confine con lo spazio. In realtà i fenomeni che intervengono sono molto complessi ma il raggiungimento della quota di 100 Km consente di vivere un’esperienza in microgravità analoga a quella degli astronauti, anche se per un limitato periodo di tempo (3-5 minuti). Non credo ci debbano essere estremi per una polemica con Blue Origin, la quale si propone lo stesso obiettivo di Virgin Galactic anche se realizzato con un approccio tecnicamente differente, non tramite una navetta a decollo ed atterraggio orizzontale ma con una capsula che decolla ed atterra verticalmente“.

bezos branson

Crede che con l’inizio di questa nuova era di turismo spaziale il concetto di astronauta sia cambiato? Il concetto di astronauta, secondo l’Ing. Giorgio, “si è evoluto, passando da un’attività appannaggio ed è diventato di interesse non semplicemente di pochi eletti e di figure professionali di alto valore scientifico e tecnologico in grado di poter adeguatamente supportare gli obiettivi di missione ad una concezione che ricomprende necessariamente anche la figura del turista spaziale. Questa nuova figura può, attraverso la sua esperienza iniziale, intraprendere un percorso di sempre maggiore impegno che porti ad una sua presenza nello spazio sempre più estesa“.

altec torino

Come si inserisce ALTEC nel contesto dei voli suborbitali? ALTEC “è da anni impegnata nel supportare ASI per l’implementazione di una iniziativa di volo suborbitale in territorio nazionale, traguardando, ad iniziativa allestita, la possibile implementazione delle attività di competenza specifica dell’Azienda, come le operazioni e l’addestramento.
ALTEC inoltre partecipa in modo attivo al gruppo di lavoro guidato da ENAC mirato alla definizione degli aspetti regolamentari del volo suborbitale in territorio nazionale. Lo stato di questa regolamentazione pone l’Italia all’avanguardia in Europa per questi aspetti“.

Qual è lo stato dell’arte in Italia? Il nostro Paese “intende utilizzare la grande esperienza industriale e le competenze del Paese in campo aerospaziale per la realizzazione di un sistema di volo suborbitale e delle relative infrastrutture ed operazioni con sede sul territorio nazionale. Inoltre, a seguito di una complessa valutazione dei siti aeroportuali italiani, un atto di indirizzo del Maggio 2018 del Ministero Infrastrutture e Trasporti ha designato l’Aeroporto M. Arlotta di Grottaglie come sito ufficiale nazionale per i voli suborbitali, che diventa quindi automaticamente candidato alla funzione di Spazioporto per accesso allo spazio con differenti tecnologie“.

Spazioporto

Passando dal turismo spaziale per pochi eletti al trasporto aereo di futura generazione, come cambierà il settore nei decenni a venire? Il volo suborbitale “può essere considerato il primo passo verso il trasporto punto-punto di futura generazione. Tuttavia le difficoltà tecnologiche sono notevoli e c’è ancora molta strada da percorrere. Principalmente il sistema propulsivo e la protezione termica sono aspetti particolarmente critici, così come la necessità di creare reti di spazioporti in supporto alle attività. Vi sono anche aspetti assicurativi e legali che richiederanno particolare attenzione. C’è quindi parecchia strada da percorrere ma certamente le premesse sono estremamente positive“.

Rimanendo nel contesto del trasporto aereo di futura generazione, è d’obbligo un accenno al progetto Spacegate, un’iniziativa rivolta al trasporto tra due differenti punti della terra a velocità ipersoniche con drastica riduzione dei tempi operativi. In cosa consiste e qual è lo stato di avanzamento?L’iniziativa Spacegate, che ha lo scopo di garantire l’accesso allo spazio ad una molteplicità di utenti attraverso differenti piattaforme, trarrà certamente vantaggio dall’implementazione di sistemi per il trasporto di nuova generazione. I decenni a venire vedranno notevoli evoluzioni tecnologiche in generale nel settore dell’accesso allo spazio e certamente una apertura ad un bacino di utenti sempre più esteso. È importante sottolineare – conclude l’Amministratore Delegato di ALTEC – come queste tecnologie ed in particolare il volo suborbitale non sono esclusivamente pensate per il turismo spaziale ma anche per la sperimentazione scientifica in microgravità nell’ambito di un percorso di ricerca scientifica e validazione tecnologica preparatorio verso le missioni di lunga durata“.