Israele, nuovo boom di contagi: 7.668 nuovi casi in un giorno, non erano così tanti dal 3 febbraio. Il Governo: “ci attendiamo aumento di ricoveri in tutti gli ospedali”

Israele, nel paese-modello per la vaccinazione di massa la situazione epidemiologica continua a peggiorare: ieri nuovo record di contagi degli ultimi 6 mesi

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Peggiora di giorno in giorno la situazione epidemiologica in Israele, il Paese-modello per l’efficacia della campagna delle vaccinazioni che proprio nell’illusione di aver sconfitto il virus con il vaccino, a metà marzo aveva celebrato le riaperture tornando alla normalità. Adesso, però, la nuova ondata di contagi, ricoveri e decessi provocati dalla variante Delta, che resiste ai vaccini, ha riportato Israele nell’incubo della pandemia. Ieri, Mercoledì 11 Agosto, nel Paese che conta 9 milioni di abitanti ci sono stati 7.668 nuovi casi positivi (più di quelli di tutt’Italia) e 16 morti. Era dal 3 febbraio che in Israele non si registrava in numero di casi così elevato, ma era pieno inverno e la campagna vaccinale era soltanto appena iniziata.

Anche il numero dei morti sta aumentando progressivamente, con il consueto “ritardo” rispetto al contagio legato all’evoluzione clinica della malattia:

Come abbiamo già visto in numerosi precedenti articoli, la stragrande maggioranza dei casi, dei ricoverati e dei morti aveva già ricevuto entrambe le dosi del vaccino. Il governo israeliano, colpito dalla situazione assolutamente inattesa, continua di settimana in settimana a varare nuove misure restrittive: ieri ha disposto l’introduzione del Green Pass addirittura per i bambini dai 3 anni di età, nonostante non si possano vaccinare. Dal 18 agosto ritorna il “codice viola” per i centri commerciali, dove sarà così autorizzata la presenza massima di una sola persona ogni sette metri quadrati. In parallelo il governo ha approvato uno stanziamento straordinario per gli ospedali per rafforzarne subito le strutture. Secondo il premier Naftali Bennett “è infatti in atto una corsa fra il diffondersi della pandemia Delta e la campagna di vaccinazione. Dobbiamo tenerci pronti ad affrontare una situazione in cui si verifichi un aumento simultaneo dei ricoveri in tutti gli ospedali“. “Dobbiamo guadagnare tempo – ha aggiunto – affinchè la campagna di vaccinazione entri in azione“. A partire dal 30 luglio, quindi da ormai quasi due settimane, in Israele sono iniziate le somministrazioni della terza dose di vaccino Pfizer: fino al momento hanno aderito 713 mila ‘Over 60’ che si erano vaccinati con due dosi oltre cinque mesi fa. Non è un numero elevato, si tratta di circa 50 mila somministrazioni al giorno. Vanno sempre più a rilento inoltre le vaccinazioni nelle fasce giovanili. Proprio la situazione epidemiologica in netto peggioramento sta minando la fiducia dei cittadini nei confronti del vaccino. In Israele è comunque vaccinato il 70% dell’intera popolazione nazionale, e cioè la totalità degli adulti.