Covid, in Israele torna l’obbligo della mascherina all’aperto. Il Governo: “nuovo lockdown a settembre”

Covid-19, in Israele disposte nuove restrizioni per la popolazione a fronte della nuova ondata di contagi, ricoveri e decessi

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Il governo dello Stato di Israele ha approvato ieri sera nuove restrizioni per contenere la diffusione della nuova ondata di contagi di Covid-19 e non esclude l’eventualità di una nuovo lockdown totale a settembre. Le nuove regole prevedono il ripristino, da domenica 8 agosto, delle mascherine obbligatorie anche all’aperto. Torna la quarantena obbligatoria anche per i vaccinati e gli uffici governativi torneranno a lavorare al 50% della loro capacità in presenza e il settore privato sarà incoraggiato a fare altrettanto. Inoltre, saranno formulati criteri più rigorosi per disincentivare i viaggi all’estero o da Paesi a rischio. Nella una lista dei ‘Paesi Rossi’ in cui è vietato recarsi: include Gran Bretagna, Cipro, Russia, Turchia e Spagna. L’Italia figura invece in una lista ‘arancione’ di 42 Paesi: chi ne proviene dopo l’11 agosto dovrà osservare una settimana di quarantena in casa, anche se vaccinato o guarito dal Covid.

La variante Delta è estremamente contagiosa e si sta diffondendo in tutto il mondo“, ha affermato il primo ministro Naftali Bennett. “Dobbiamo preparare la popolazione e l’opinione pubblica per una nuova serrata a settembre, che è un mese in cui il danno economico sarà minore“, ha dichiarato da parte sua il ministro della Difesa Benny Gantz, riferendosi al periodo delle feste ebraiche.

Come abbiamo già visto ieri, in Israele la netta maggioranza di contagi, di ricoveri e di morti è tra i vaccinati. Il governo ha già iniziato le somministrazioni della terza dose del vaccino ai soggetti fragili e agli anziani. Nei primi giorni sono circa 180 mila le persone che hanno aderito alla terza dose, una cifra molto bassa rispetto alla precedente campagna di vaccinazione.