Nuova ordinanza di Speranza vieta i viaggi in Giordania dal 15 dicembre: monta la furia dei tour operator e di decine di migliaia di italiani che avevano già prenotato

L'esclusione della Giordania dai Paesi visitabili a partire da domani 15 dicembre ha scatenato la rabbia di decine di migliaia di italiani pronti a partire e ha dato un altro colpo di grazia ai tour operator

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Con la nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza, la Giordania è stata esclusa dalla lista dei Paesi in cui è possibile recarsi. Negli ultimi anni, in Giordania si registrano grandi flussi turistici dall’Italia e già decine di migliaia di italiani aveva organizzato il viaggio per visitare il Paese durante le vacanze di Natale. La nuova ordinanza, dunque, interessa moltissimi italiani che, praticamente a pochi giorni dalla partenza, vedono sfumare i loro viaggi. La decisione di escludere la Giordania dai Paesi visitabili a partire da domani, 15 dicembre, ha creato molto malcontento e sono tantissime le persone che stanno manifestando la propria rabbia sui social media.

Ma questa decisione sta colpendo duramente anche il settore dei tour operator. Dopo la crisi degli ultimi due anni, in cui la pandemia li ha costretti alla chiusura, centinaia di tour operator avevano lavorato per organizzare i viaggi in Giordania in occasione delle festività natalizie. Un lavoro andato letteralmente in fumo, evaporato a pochi giorni dalle partenze, da una decisione che non sembra aver alcun senso logico. In Giordania, infatti, non c’è una situazione grave legata alla pandemia che giustifichi il blocco dei viaggi. Per contro, restano visitabili Paesi che hanno condizioni epidemiologiche peggiori. Per turisti italiani e tour operator, dunque, non solo il danno ma anche la beffa.

Mentre i viaggi in Giordania vengono annullati da un giorno all’altro per decine di migliaia di italiani, alla lista dei Paesi visitabili dal 15 dicembre al 31 gennaio vengono aggiunti una serie di stati, come Colombia, Argentina, Perù, dove nessuno ha prenotato né prenoterà, considerando che un viaggio intercontinentale non si organizza di certo in una settimana.

Insomma, cambiamenti decisi da un giorno all’altro e senza un motivo valido che non solo hanno rovinato i piani di decine di migliaia di italiani ma hanno anche dato un altro colpo di grazia ai tour operator.