È allarme siccità in gran parte del Nord, ma soprattutto nelle regioni di Nord-Ovest, che a causa della barriera dell’arco alpino, sono state spesso saltate dagli impulsi perturbati che invece hanno raggiunto il Centro-Sud. Sul Piemonte centro-occidentale e Torino la pioggia manca da quasi 60 giorni: l’ultima pioggia rilevante risale al periodo 8-10 dicembre, in un inverno che ricorda molto da vicino quello del 1989-1990.
Per la Lombardia e Milano, l’ultima pioggia risale al 5 gennaio, ossia un mese fa. Tra dicembre 2021 e gennaio 2022, è caduta molto meno pioggia del normale. A Milano Linate sono caduti appena 47mm tra dicembre 2021 e gennaio 2022, a Milano Malpensa addirittura solo 17mm. Si tratta di quantitativi molto inferiori alla norma: per Linate parliamo di un -47% di pioggia rispetto alle medie del periodo dicembre-gennaio; per Malpensa si tratta di un -86%. A Bergamo sono caduti 32mm di pioggia negli ultimi 2 mesi: complessivamente è mancato all’appello il 67,6% della pioggia. A Brescia sono caduti 39,8mm tra dicembre e gennaio, -65% rispetto alla norma.
La situazione è grave anche a Torino: alla stazione dell’aeroporto Torino Caselle sono caduti solo 14,8mm di pioggia tra dicembre e gennaio, per un ammanco del -65% di pioggia a dicembre e del -98,7% a gennaio, che risultano in un -82% rispetto alle medie del periodo dicembre-gennaio. Tra le altri grandi città del Nord-Ovest, spicca Genova in cui sono caduti in tutto 89mm di pioggia: è mancato all’appello il 25,4% di pioggia a dicembre e il 62% a gennaio.
Nonostante anche il Nord-Est sia in deficit, qui la situazione è meno grave. Tuttavia, la maggior parte delle stazioni meteo ha ricevuto meno pioggia del normale: a Treviso è caduto il -68,5% della pioggia, a Venezia il -57,3%, a Verona il -57%, a Udine il -15,3%.
Il risultato di questa assenza di precipitazioni, piovose e nevose sulle Alpi, si traduce inevitabilmente in una grave carenza idrica dei fiumi e dei laghi. Sulle Alpi, l’innevamento quest’anno è molto scarso, soprattutto nella parte lombarda e piemontese, dove è pari a -57,6% (dato Anbi). Il Po è in secca come in estate: analizzando i dati raccolti dalle centraline dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po, è possibile osservare un constante calo del livello del fiume a partire da fine novembre, con un paio di eccezioni (tra il 25-26 dicembre e tra il 6-7 gennaio). I livelli dei grandi laghi, ad eccezione del Lago di Garda, sono calati drasticamente: il Lago Maggiore ha uno riempimento del 23%, il Lago di Como del 18,2%, il Lago d’Iseo del 15,7%. In queste condizioni, la vegetazione è sempre più a rischio incendi, come abbiamo osservato nei primi giorni di febbraio, dove le fiamme sono state favorite dai forti venti di Foehn.


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