Sfinge Testa di Morto a Reggio Calabria: intervista a Puccioni e Bisi, gli studiosi che hanno scoperto il ritorno della falena dopo 40 anni

La naturalista Clarissa Puccioni e il lepidotterologo Alessandro Bisi spiegano cosa rappresenta il ritrovamento della falena Sfinge Testa di Morto a Reggio Calabria dopo 40 anni e le caratteristiche di questo insetto

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Tra le regioni con la maggiore biodiversità d’Europa un posto d’eccezione spetta alla Calabria che nei suoi rilievi ricchissimi di specie endemiche, grazie ai numerosissimi siti di importanza comunitaria della regione biogeografica mediterranea e ad altri elementi di pregio come l’area marina protetta dello Stretto di Messina si pone come un vero e proprio paradiso florifaunistico.

Questa biodiversità si è recentemente arricchita di un’altra specie che fino allo scorso marzo si riteneva non frequentasse la regione, si tratta della falena Acherontia Atropos, più comunemente chiamata Sfinge Testa di Morto. A parlarci del ritrovamento di questa peculiare farfalla sono la naturalista Clarissa Puccioni, Sustainable campaign developer per Friend of the Earth dove si occupa del “Censimento globale delle farfalle” e Alessandro Bisi, divulgatore e lepidotterologo nonché collaboratore del Museo di storia naturale di Genova.

La falena Acherontia atropos torna a Reggio Calabria dopo quarant’anni

friend of the earthDottoressa Puccioni cosa ci racconta di questo ritrovamento?

Grazie al Global Butterfly Census, il progetto di Scienza Cittadina per la tutela delle farfalle di cui mi occupo per Friend of the Earth, riceviamo moltissime segnalazioni fotografiche di farfalle e falene provenienti da 33 paesi nel mondo e grazie alle quali siamo stati in grado di identificare e collocare geograficamente oltre 680 specie di farfalle. Tra le mail perventute ho ricevuto quella di Franco Barillà che ha scattato la foto della Sfinge Testa di Morto il 28 marzo scorso e ho subito consultato il sito www.papilionea.it di Alessandro Bisi, notando che non vi era alcuna segnalazione per la provincia di Reggio Calabria.”

Dottori Bisi cosa rappresenta il ritrovamento della falena Sfinge Testa di Morto?

L’Acherontia Atropos è una specie che si trova presente sul territorio italiano a macchia di leopardo e consultando tutti i dati a disposizione e la bibliografia di riferimento ho attestato le provincie in cui è presente e quelle in cui invece non appare. Grazie a questo ritrovamento siamo arrivati quindi a colmare un dato importante. Inoltre, il gruppo Apitalia ci ha comunicato che questa specie era stata segnalata solo un’altra volta nella provincia di Reggio Calabria, precisamente a Gioia Tauro nel 1982, questo risulta quindi il secondo dato dopo 40 anni.”

Quali sono le abitudini di questa specie?

Si tratta di una specie migratoria che parte dall’Africa del nord, attraversa tutta l’Italia fino a sorvolare le Alpi e lambisce i paesi della Scandinavia e la Russia occidentale in cerca delle piante di cui si nutrono i bruchi come: l’oleandro, il gelsomino, il melo, ma anche il tabacco, lo stramonio o la canapa; mentre l’adulto è attratto dal nettare dei fiori di patata, tabacco, fiori di william e arancio. Gli esemplari adulti, inoltre, si nutrono anche del miele prodotto dalle api.”

Come mai questa farfalla viene chiamata Sfinge Testa di Morto? E quali sono le sue caratteristiche fisiche?

sfinge testa morto farfallaSi tratta di un fenomeno incredibile, quello della pareidolia, un’illusione ottica con cui gli esseri umani tendono a individuare forme riconoscibili, ad esempio, negli elementi della natura. La Sfinge Testa di Morto presenta una macchia sul dorso del tutto somigliante a un cranio umano, ma non è questa l’unica caratteristica insolita di questa falena. Le macchie gialle sull’addome sono un’altra particolarità di questa specie. Quando questa falena enorme entra nell’arnia per nutrirsi di miele potrebbe essere scambiata per un nemico, tuttavia, in quel momento rilascia delle sostanze che le api associano all’aspetto esteriore giallo e nero uguale al loro e non la vedono come una minaccia ma come un membro della propria specie. Un doppio mimetismo che le consente di nutrirsi senza essere attaccata e senza danneggiare le arnie.”

Se qualcuno dei nostri lettori volesse ammirare la Sfinge Testa di Morto come potrebbe fare?

Questo lepidottero vola solamente di notte, e per provare ad osservarla si devono attendere le ore serali e magari prestare attenzione nei pressi dei lampioni. Di giorno invece si posa sulle cortecce degli alberi o anche sui muri. La si può trovare da metà giugno sino a settembre e nelle zone più a nord passa l’inverno sottoterra sottoforma di crisalide. Tuttavia, dati come quello rilevato a Reggio Calabria evidenziano che la specie può essere presente in periodi non indicati attualmente dai testi.”

Per approfondire il progetto di sensibilizzazione e conservazione delle farfalle del “Censimento Globale delle Farfalle” e scoprire come contribuire alla tutela di questi lepidotteri:

Censimento globale delle farfalle, un prodigio della natura ad alto rischio: intervista a Clarissa Puccioni