Meloni ribalta la gestione del Covid: basta restrizioni e commissione d’inchiesta

Covid, Fratelli d’Italia conferma che verrà istituita una commissione d'inchiesta parlamentare ad hoc sulla gestione della pandemia mentre Meloni annuncia un deciso cambio di rotta rispetto al passato

Nel suo discorso per la fiducia alla Camera, il Premier Giorgia Meloni ha annunciato un deciso cambio di rotta per quanto riguarda la gestione della pandemia, affermando che l’Italia non replicherà il modello restrittivo contro il Covid messo in atto in passato. Fratelli d’Italia conferma che verrà istituita una commissione d’inchiesta parlamentare ad hoc.  

Intanto, scade il 31 ottobre l‘obbligo di mascherine in ospedali e Rsa: si attendono ora le decisioni del neo Ministro Schillaci. Fino al 31 dicembre c’è, inoltre, l’obbligo della vaccinazione Covid per il personale sanitario ma in questo caso, per cambiare la norma, servirebbe un intervento del Consiglio dei Ministri.  

Vaccini: Meloni punta sulla libertà individuale 

Nel suo discorso, il Premier Meloni non ha fatto nessun riferimento al proseguimento della campagna vaccinale. Secondo il Presidente della Federazione dell’Ordine dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, Meloni “ha fatto un ragionamento di carattere generale e ha puntato molto sulla libertà individuale. Oggi viviamo il tempo della responsabilizzazione e in questa fase – ha aggiunto – è una posizione che come Fnomceo condividiamo”.  

La commissione d’inchiesta 

Già ad aprile 2021, Fdi aveva ufficialmente chiesto la calendarizzazione di una proposta di legge Meloni-Lollobrigida-Bignami sull’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. La logica della commissione di inchiesta, viene sottolineato da Fdi, non è punitiva verso i sanitari che hanno tenuto in piedi il sistema in un momento drammatico ma vuole mettere in mora chi in quella fase ha pensato ad arricchirsi, ad esempio sulle mascherine.  

Un’inchiesta che ha coinvolto Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Covid. La Procura di Roma aveva infatti aperto le indagini sull’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine – un affare da 1,25 miliardi di euro – effettuato con l’intermediazione di alcune imprese italiane, mascherine risultate irregolari in grandi quantità. Lo scorso marzo sono state però archiviate le accuse di corruzione e peculato per Arcuri e per l’ex commissario si ipotizza una richiesta di rinvio a giudizio solo per abuso d’ufficio.  

Ma ci sono anche altre inchieste sul campo, da quella della Procura di Lodi sul ‘paziente 1’, indagato per epidemia colposa e poi archiviata, fino alle indagini milanesi, da poco riaperte, sulle centinaia di morti allo storico Pio Albergo Trivulzi. La commissione d’inchiesta potrebbe inoltre affrontare la questione del mancato rinnovo negli anni del piano pandemico nazionale, poi rinnovato durante la gestione del Ministro Roberto Speranza.  

Non faremo mancare il nostro apporto al governo su questo punto”, ha commentato in merito alla commissione d’inchiesta Italia Viva, che aveva presentato una pdl in tal senso. Anche la Lega ribadisce la richiesta: “nella scorsa legislatura, la Lega per prima ha presentato una pdl per istituire una commissione di inchiesta sull’operato del Governo Conte II. Ora, l’abbiamo ripresentata. Bene FdI”, dichiara Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. 

Favorevole anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che invita inoltre a passare dalle parole ai fatti nell’eliminazione di misure come la quarantena dei positivi asintomatici, tuttora in vigore ma ridotta a 5 giorni. Più volte, l’ex sottosegretario leghista alla Salute Andrea Costa ha chiesto di eliminare questa misura.