La missione della sonda coreana Danuri entra nel vivo: le prime immagini sono mozzafiato | FOTO

Danuri è la prima missione esplorativa della Corea del Sud ad andare oltre l'orbita terrestre

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Il primo orbiter lunare della Corea del Sud, Danuri, ha inviato foto della Terra e della Luna scattate mentre iniziava la sua missione di un anno in orbita lunare.

Martedì il Korea Aerospace Research Institute (KARI) ha pubblicato immagini che ritraggono il nostro pianeta e i crateri sulla superficie lunare scattate con una fotocamera ad alta risoluzione a bordo dell’orbiter (Lunar Terrain Imager).

La prima foto è stata scattata il 24 dicembre a circa 344 km sopra la Luna, mentre la seconda è arrivata 4  giorni dopo, mentre la sonda si trovava a un’altitudine di 124 km, dopo essersi inserita nell’orbita lunare il 27 dicembre. Altre due sono state scattate l’ultimo giorno del 2022 e a Capodanno.

Le foto della superficie lunare inviate da Danuri verranno utilizzate per selezionare un sito di atterraggio per un modulo lunare che la Corea del Sud prevede di lanciare entro il 2032.

Danuri, noto anche come Korea Pathfinder Lunar Orbiter (KPLO), ha iniziato il suo lungo e tortuoso viaggio verso il satellite il 4 agosto: è stato lanciato con un razzo Falcon 9 SpaceX dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida. Il lancio ha portato Danuri a seguire una traiettoria di trasferimento lunare balistico, facendo seguire alla sonda un viaggio di 134 giorni, in loop, a basso consumo di carburante, attraverso lo Spazio Terra-Luna. Alla fine si è inserito in un’orbita lunare polare con un’altitudine media target di 100 km sopra la superficie lunare.

La missione di Danuri

KPLO (678 kg) è la prima missione esplorativa della Corea del Sud ad andare oltre l’orbita terrestre. La missione da 180 milioni di dollari è ambiziosa: Danuri trasporta 6 payload separati progettati per raccogliere dati per una serie di obiettivi scientifici. Cinque strumenti – un rilevatore di immagini del terreno, una fotocamera polarimetrica grandangolare, un magnetometro, uno spettrometro a raggi gamma e un payload test – sono stati sviluppati da università e organizzazioni di ricerca coreane.

Anche la NASA è presente, con il 6° payload: una telecamera altamente sensibile chiamata ShadowCam progettata per individuare le regioni permanentemente in ombra ai poli lunari alla ricerca di segnali di depositi di ghiaccio d’acqua. I dati dello strumento potrebbero essere utili per il programma Artemis, che ha l’obiettivo di creare una presenza umana sostenibile sulla Luna.