Un satellite fuori controllo della NASA si schianterà sulla Terra

Questa settimana un satellite fuori uso della NASA si schianterà sulla Terra in modo incontrollato, "alcuni componenti dovrebbero sopravvivere al rientro"
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Un satellite della NASA si schianterà sulla Terra questa settimana: il veicolo RHESSI, che ha studiato il Sole dal 2002 fino al suo pensionamento nel 2018, dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre intorno alle 01:30 UTC del 20 aprile (le 03:30 ora italiana), con un’incertezza di più o meno 16 ore, secondo le ultime stime dell’esercito americano.

RHESSI (“Reuven Ramaty High Energy Solar Spectroscopic Imager”) non è un satellite enorme. Pesa solo 270 kg e la maggior parte della massa verrà convertita in cenere e vapore durante il tuffo mortale nell’atmosfera, hanno spiegato i funzionari della NASA. Tuttavia, “alcuni componenti dovrebbero sopravvivere al rientro“, è stato sottolineato. “Il rischio di danni sulla Terra è basso, circa 1 su 2.467“.

Il problema dei detriti

L’imminente rientro di RHESSI è un altro promemoria del fatto che l’orbita terrestre è un luogo sempre più affollato e pericoloso. Più di 30mila pezzi di detriti orbitali vengono attualmente monitorati dalle reti di sorveglianza spaziale globale. Ce ne sono molti altri, però, che sono troppo piccoli da tracciare.

Secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Europea, circa 1 milione di oggetti di larghezza compresa tra 1 e 10 cm stanno sfrecciando attorno al nostro pianeta in questo momento. Il numero approssimativo di pezzi tra 1 mm e 1 cm è davvero sbalorditivo: circa 130 milioni.

Anche questi minuscoli frammenti possono causare seri danni in caso di impatto con un satellite o un veicolo spaziale con equipaggio, date le loro enormi velocità: nell’orbita terrestre bassa, dove orbitano la Stazione Spaziale Internazionale e molti altri veicoli, gli oggetti si muovono a circa 28mila km/h.

Inoltre, le collisioni generano ulteriori pezzi di spazzatura spaziale, il che potrebbe portare a un effetto a cascata.

Il satellite RHESSI della NASA

Il satellite RHESSI è stato lanciato in orbita terrestre bassa a bordo di un razzo Pegasus XL nel febbraio 2002. Il veicolo ha studiato i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale utilizzando il suo unico strumento scientifico, uno spettrometro che ha registrato raggi X e raggi gamma.

Durante la missione, RHESSI ha registrato più di 100mila eventi di raggi X, consentendo agli scienziati di studiare le particelle energetiche nei brillamenti solari,” ha spiegato la NASA. “L’imager ha aiutato i ricercatori a determinare la frequenza, la posizione e il movimento delle particelle, e ciò li ha aiutati a capire dove le particelle venivano accelerate“.

Rientri incontrollati

RHESSI non sarà certamente il più grande pezzo di spazzatura spaziale a cadere in modo incontrollato sulla Terra. Lo scorso novembre, ad esempio, lo stadio centrale da 21 tonnellate di un razzo cinese Long March 5B è rietrato circa 5 giorni dopo avere lanciato il 3° e ultimo modulo della stazione spaziale Tiangong. E’ stata la 4ª missione Long March 5B, e tutte e 4 si sono concluse con rientri incontrollati dell’enorme stadio centrale.

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