L’anidride carbonica viene ormai considerata il male da estirpare quando si parla di riscaldamento globale. La narrativa prevalente diffusa dai mass-media è che l’anidride carbonica prodotta dalle attività umane sia la causa del riscaldamento osservato, anche se sul tema dell’origine antropica del riscaldamento globale non vi è consenso nella comunità scientifica (la narrativa del consenso del 97% degli scienziati è fondata su uno studio errato). “Il recente riscaldamento globale è una realtà indiscutibile, anche se potrebbe stupire la sua entità e la sua durata: +0,013 gradi/anno se consideriamo gli anni dal 1979 al 2015, quando questo fenomeno si è manifestato più chiaramente. Anche se esso può essere spiegato benissimo da cause naturali, si è cercato disperatamente un unico colpevole, da fornire in pasto all’opinione pubblica”, scrive Nicola Porro in un suo articolo pubblicato di recente su “Il Giornale”.
Nell’articolo, Porro parla di “tutte le bufale sulla CO2”, facendo riferimento anche ad un libro di due professori del Politecnico di Torino che smontano tali bufale. “Dopo qualche lieve tentennamento, il consenso dei mass-media globali” ha individuato la causa del riscaldamento globale “nella molecola dell’anidride carbonica, CO2. Che d’un botto diviene così un pericoloso inquinante, un gas-serra incontenibile, un acidificatore di oceani. Insomma un flagello per l’umanità. Ma è tutto pseudoscienza, avvertono Daniele Mazza e Franco Marino (professori di Chimica al Politecnico di Torino) in quella piccola gemma che è il loro saggio, La Strega Perfetta (Edizioni Tab, 2020) perché, chiariscono i professori, la CO2 è il gas green per eccellenza: esso è vitale per la fotosintesi, per cui più aumenta la CO2, più la resa agricola cresce. Inoltre, il contributo della CO2 all’effetto serra è di gran lunga inferiore al contributo dovuto al vapore d’acqua. E, questo, sia per la struttura apolare della molecola, sia per la sua concentrazione, che è infima”, scrive Porro.
“Gli oceani hanno da milioni di anni un pH basico, e quel che fa la CO2 è solo diminuirne leggermente il pH, che rimane sempre basico. Per giunta, siccome gli oceani sono soprassaturi rispetto alla precipitazione del carbonato di calcio, questo lentamente sequestra la CO2 disciolta e la trasforma in sedimenti inorganici. Insomma l’acidificazione degli oceani è un allarme inesistente”, continua Porro, che del libro evidenzia “le considerazioni fatte sul vapore acqueo, il più importante gas serra, mai citato nella allarmistica narrazione; sui modelli climatici, alibi perfetto per imporci impensabili sacrifici economici, e che crollerebbe miseramente se solo ci si prendesse la briga di leggere con onestà intellettuale i dati”.
Nel libro, conclude Porro, “gli autori analizzano con scienza rigorosa, ma comprensibile, tutti gli effetti della CO2 che sono benèfici per l’ambiente. Grazie alla vasta documentazione, il lettore può elaborare, senza eccessiva fatica, e in modo autonomo, un proprio pensiero su un argomento rilevantissimo per la nostra società visto che, volenti o nolenti, esso sta modificando alla radice la nostra vita, a partire dal bilancio economico”.




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