“L’umanità ha aperto le porte dell’inferno”. È la nuova affermazione sensazionalistica e improntata all’allarmismo utilizzata da Antonio Guterres, Segretario generale dell’ONU, al summit sul clima. “Il caldo terribile sta avendo effetti devastanti, agricoltori sconvolti che guardano i raccolti portati via dalle inondazioni, migliaia di persone fuggono spaventate mentre infuriano incendi storici. Il futuro dell’umanità è nelle vostre mani, un vertice non cambierà il mondo, ma oggi può essere un momento potente per generare slancio, su cui costruiremo nei prossimi mesi”, dice Guterres nel suo appello lanciato ai leader del mondo, a cui chiede di trasformare i piani “in azione“.
Parlando di “umanità che apre le porte dell’inferno”, Guterres si riferiva ovviamente all’utilizzo dei combustibili fossili, dimenticando però quanto questo abbia giovato al mondo in termini di riduzione della mortalità da eventi meteorologici e climatici, riduzione della povertà, miglioramento degli standard di vita e molto altro ancora. Ma ormai è noto (purtroppo) l’utilizzo di torni allarmistici e sensazionalistici da parte di Guterres, che nonostante il suo ruolo rilevate, continua ad incutere terrore su un tema così importante come quello del clima, invece di basare le proprie affermazioni su argomentazioni scientifiche e improntate alla moderazione.
Guterres ha poi sottolineato che “l’azione per il clima è sminuita dalla portata della sfida. Se non cambia nulla, andremo verso un aumento della temperatura di 2,8°C, verso un mondo pericoloso e instabile. Ma spetta ai leader scrivere il futuro, possiamo ancora limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C”. “Se vogliamo farlo, i campioni del clima, in particolare nel mondo in via di sviluppo, hanno bisogno di solidarietà e hanno bisogno che i leader globali agiscano, rapidamente“, ha detto ancora al summit sul clima all’ONU. “Il futuro non è scritto: sta a voi, leader, scriverlo. Possiamo ancora costruire un mondo con aria pulita, posti di lavoro verdi ed energia pulita e accessibile per tutti”, ha aggiunto. Guterres ha quindi convocato questo vertice di “buon senso” in cui i leader invitati dovrebbero annunciare azioni specifiche per rispettare gli impegni assunti con l’Accordo di Parigi del 2015.
Guterres ha spiegato che la sua agenda di accelerazione climatica “invita i governi ad agire rapidamente in modo che i Paesi sviluppati raggiungano lo zero netto di emissioni il più vicino possibile al 2040 e le economie emergenti il più vicino possibile al 2050, esorta le nazioni ad attuare una transizione energetica giusta ed equa, fornendo al contempo elettricità a prezzi accessibili a tutti, questo garantendo piani credibili per l’uscita dal carbone entro il 2030 per i paesi OCSE ed entro il 2040 per il resto del mondo, mettendo fine ai sussidi ai combustibili fossili e fissando obiettivi ambiziosi in materia di energie rinnovabili”.
Sulla giustizia climatica, invece, Guterres ha affermato che “molte delle nazioni più povere hanno tutto il diritto di essere arrabbiate“, e ha chiesto ai governi di “spingere il sistema finanziario globale a sostenere l’azione per il clima”: “i Paesi sviluppati devono rispettare l’impegno di 100 miliardi di dollari, ricostituire il Fondo verde per il clima e raddoppiare i finanziamenti per l’adattamento”.






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