Siccità in Amazzonia, dighe idroelettriche a rischio paralisi in due Stati

A causa della forte siccità nei bacini delle dighe idroelettriche sul fiume Madeira, serve attivare due centrali termoelettriche negli Stati di Rondônia e Acre

La siccità che sta colpendo l’Amazzonia in Brasile sta creando problemi su molteplici fronti: sull’ambiente, con fiumi prosciugati ed effetti sulla fauna; su quello del trasporto fluviale, molto importante nella regione, che sta lasciando in difficoltà le popolazioni per quanto riguarda l’approvvigionamento di beni e merci; sul rischio incendi; e anche sul fronte energetico. A causa della forte siccità che colpisce i bacini delle dighe idroelettriche sul fiume Madeira, infatti, oggi dovranno essere attivate due centrali termoelettriche negli Stati di Rondônia e Acre, mentre rischia di essere disattivata una centrale nello Stato di Amapá.

Il direttore del Gestore del sistema elettrico nazionale, Carlos Socchi, ha riferito ieri a Brasilia, dopo una riunione al Ministero delle Miniere e dell’Energia, che la carenza di elettricità potrebbe peggiorare nei prossimi giorni, raggiungendo più Stati del Brasile. La siccità riguarda anche altri grandi fiumi come il Solimões e il Negro, impedendo il trasporto di acqua, cibo e medicine a decine di comuni e villaggi amazzonici. In Amazzonia, “i fiumi sono le nostre strade“, ha detto ieri il governatore dello Stato di Amazonas, Wilson Lima, ricevendo a Manaus il vicepresidente della Repubblica, Geraldo Alckmin, che ha guidato una delegazione di sei Ministri nelle zone più colpite.

Nello stato di Amazonas, intanto, sono saliti a 40 i comuni sono in situazione di emergenza, mentre 19 sono in allerta e uno in stato di attenzione.