Meteo, il meteorologo dell’Aeronautica Militare: “inverno rivoluzionato da El Niño, ci aspettiamo freddo e tanta neve già a dicembre”

Previsioni Meteo, intervista al Maggiore Francesco Sudati, meteorologo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare: la tendenza a breve, medio e lungo termine e le riflessioni climatologiche sulle anomalie degli ultimi mesi
MeteoWeb

Come sempre nei giorni di maltempo, la sala di monitoraggio del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aerospaziale è in piena attività e sta seguendo con particolare attenzione la situazione meteo in atto sull’Italia. Il Maggiore Francesco Sudati, meteorologo dell’Aeronautica Militare, evidenzia ai microfoni di MeteoWeb l’entità del maltempo in atto al Nord, con una premessa importante sulle abbondanti nevicate di questo periodo sull’arco alpino: “la stagione della neve sta partendo bene sulle Alpi: era da un po’ di anni che non si vedeva la neve a bassa quota già dal mese di Novembre e invece quest’anno lo sta facendo“.

Sulla situazione attuale, Sudati illustra come “siamo interessati da un fronte caldo, perché tecnicamente è aria più calda che arriva su una zona caratterizzata da aria più fredda preesistente, e questo favorisce lo scorrimento di nuvolosità da ovest verso il Centro-Nord Italia. Nei bassi strati le temperature sono prossime allo zero, quindi la neve cade fino a quote di collina. Da segnalare la particolarità che in alcune zone tra l’Oltrepò pavese, il piacentino e le zone più interne dell’Appennino settentrionale – dov’è rimasta intrappolata aria molto fredda vicino al suolo, ma lo scorrimento dell’aria calda in quota è molto forte – il fiocco di neve si fonde in quota, diventa goccia di pioggia e poi cadendo a contatto con un suolo gelato provoca il fenomeno del gelicidio. È un evento molto pericoloso, perché la pioggia ghiacciata è completamente trasparente. Sembra acqua, ma invece è ghiaccio e provoca incidenti anche senza alcun tipo di preavviso, perché non ci si rende conto che in auto, in bici o a piedi si va su una superficie che non è liquida, bensì ghiacciata”.

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Cosa dobbiamo aspettarci in seguito?

In realtà le piogge e le nevicate odierne sono deboli, perché questo fronte caldo è caratterizzato da precipitazioni modeste, non abbondanti. Invece domani le correnti piegheranno in maniera diversa, si approfondirà una nuova depressione, avremo un richiamo di venti meridionali davanti ad un nuovo sistema frontale, stavolta alimentato da aria fredda nord Atlantica che scende dalla Francia sul Mediterraneo occidentale. Questo darà luogo ad un nuovo sistema frontale che porterà precipitazioni molto più abbondanti al Nord e in Toscana, dove potremmo avremo anche temporali e quantitativi abbondanti“.

Ancora neve abbondante al Nord?

Tra domani e sabato la dama bianca cadrà in modo molto più abbondante, seppur a quote più elevate. Lo zero termico salirà a quote abbastanza alte domani, per poi abbassarsi tra la sera di venerdì e la mattinata di sabato. Quindi non avremo più nevicate a quote molto basse, ma il limite della neve salirà domani anche oltre i duemila metri, per poi riabbassarsi intorno ai mille metri e localmente anche più in basso nelle valli più riparate di Valtellina e Alto Adige, con quantitativi davvero abbondanti, soprattutto nell’alta Valtellina e nell’Alto Adige. Qui ci aspettiamo oltre un metro di neve fresca. La particolarità di questo evento abbondante sarà il fatto che lo zero termico subirà una forte variazione: adesso è molto basso, salirà domani fino a 2.500 metri, e poi tornerà nuovamente e bruscamente a scendere. Questo provocherà un tipo di nevicata che rende instabile il manto nevoso, perché sarà neve in una certa fase molto umida su un manto che però non è consolidato, a cui poi dopo seguirà un brusco calo delle temperature. Sabato avremo anche un rinforzo del vento sulle Alpi, tale da provocare ulteriori rischi di distacco e quindi possiamo sottolineare che il grado di pericolo delle valanghe sarà marcato, e bisognerà fare attenzione“.

Al Sud, invece è tutta un’altra storia.

Già: domani lo zero termico salirà così tanto sulle Alpi proprio per l’arrivo di quel flusso caldo dal nord Africa che già adesso sta risalendo il Mediterraneo centrale: al Centro/Sud le temperature stanno salendo di parecchi gradi, questo flusso caldo continuerà fino a sabato mattina e domani sarà il giorno più caldo con punte locali di oltre +25°C nelle Regioni centro-meridionali“.

Quando cambierà la situazione meteo anche al Sud?

A partire dalla giornata di sabato ci sarà una nuova discesa delle temperature che velocemente si propagherà anche alle Regioni centrali, e domenica anche al meridione. In gergo chiamiamo questo flusso una nuova irruzione di aria polare“.

Cosa succederà poi, la prossima settimana?

Viviamo in un contesto di forte dinamicità della circolazione atmosferica, dinamicità iniziata qualche settimana fa e che sembra proseguire anche nelle prossime settimane. Tra lunedì e martedì arriveranno correnti nuovamente più temperate dall’atlantico e il cuscinetto freddo che nel frattempo si sarà creato sulla pianura Padana potrebbe consentire il ritorno di neve a bassa quota e addirittura – ma ci sarà bisogno di ulteriori conferme – anche in pianura Padana tra il 5 e il 6 dicembre“.

In che contesto si inserisce questa situazione? Domani inizia l’inverno meteorologico: che stagione dobbiamo aspettarci?

La stagione invernale sta partendo in modo molto diverso rispetto agli anni passati: El Niño probabilmente ha rimescolato le carte. El Niño tende ad alzare le temperature in tutto il mondo, infatti nei mesi scorsi l’ultima parte dell’estate è stata favorevole al cado, ma questo ha innescato un rimescolamento di tutta la circolazione globale e in questa fase di cambio stagionale tra autunno e inverno viviamo una sorta di anticipo della stagione invernale, che invece negli ultimi anni era molto spostata in avanti. Ci ricordiamo negli scorsi anni periodi miti fino a gennaio, e poi freddo tra febbraio e marzo, ma tutto sommato, se andiamo a vedere gli ultimi dieci anni, gli inverni sono stati particolarmente miti e spostati più verso l’inizio della primavera. Quest’anno, invece, quello che possiamo attenderci facendo tendenze climatiche sulla stagione, consapevoli che non si tratta di previsioni, ma possiamo soltanto azzardare una tendenza, è che stavolta l’inverno arriverà subito, tra dicembre e gennaio. Si manifesterà anche con delle ondate di gelo importanti, e vista la dinamicità dell’atmosfera, è lecito attendersi delle nevicate al nord a tratti anche in pianura, e poi probabilmente più in là, tra fine dicembre e gennaio, anche al centro o al sud a bassa quota“.

El Niño è quindi responsabile anche delle grandi anomalie calde dei mesi scorsi con il record di temperatura media globale giornaliera raggiunto venerdì 17 novembre? Nel grafico dei dati Copernicus si nota un’anomalia davvero notevole da giugno in poi.

Sì, nel grafico con quei dati di Copernicus si vede l’effetto di El Niño: è partito proprio a maggio. Anche se succede dall’altra parte del mondo, parliamo del riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico: è talmente grande la mole d’acqua che subisce questo riscaldamento che riesce a condizionare immediatamente le sorti del clima mondiale infatti se si vanno a prendere gli andamenti del Niño possiamo vedere che quest’anno è iniziato proprio tra maggio e giugno, quando si vede quel divaricamento dell’andamento delle temperature. El Niño sta giocando un ruolo amplificatore del riscaldamento globale, questo però non vuol dire che ovunque fa sempre caldo, come stiamo sperimentando adesso“.

temperatura venerdì 17 2 gradi copernicus

Quindi questo ulteriore caldo è un’anomalia provvisoria e reversibile?

Certamente sì, è un’anomalia reversibile, ma come tutti i processi naturali la reversibilità pura non esiste, rimane un prezzo da pagare – come dicono i fisici quando parlano di entropia – in questo caso il prezzo da pagare sarà che comunque l’atmosfera avrà un surplus di energia da spendere rispetto al passato“.

el nino

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