Terremoto Giappone, i 5 peggiori tsunami degli ultimi 100 anni: il più distruttivo a Sumatra

Negli ultimi 100 anni ci sono stati una sessantina di gravi tsunami che hanno ucciso oltre 260mila persone
MeteoWeb

Per il Giappone, il 2024 è iniziato all’insegna della paura, con un terremoto di magnitudo 7.5 (dati USGS) avvenuto lungo le coste occidentali del Paese, che ha causato crolli, incendi e anche uno tsunami. Proprio i maremoti sono tra i disastri naturali più mortali: negli ultimi 100 anni ci sono stati una sessantina di gravi tsunami che hanno ucciso oltre 260mila persone, la maggior parte delle quali in quello avvenuto nell’Oceano Indiano generato da un sisma di magnitudo 9.1 a largo di Sumatra. Tranne quest’ultimo, i peggiori tsunami si sono verificati lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, in Cile, Giappone e Alaska.

Ecco quali sono i 5 peggiori tsunami degli ultimi 100 anni.

5 novembre 1952

Un fortissimo terremoto di magnitudo 9 al largo delle coste della Kamchatka generò onde di oltre 18 metri, causando un numero di vittime stimato in circa 10.000-15.000, a fronte dei 2.336 civili dispersi. Su questo maremoto non si hanno però molte informazioni: l’allora URSS non diffondeva notizie e dati, tenendo per la maggior parte segrete le informazioni, con le prime notizie arrivate solo anni dopo. Ed è anche per questo che l’evento viene ricordato come lo “tsunami segreto”.

22 maggio 1960

Il Cile fu colpito dal più forte terremoto del XX secolo, conosciuto come il sisma di Valdivia (di magnitudo 9.5), che scatenò un violentissimo maremoto con onde alte 15-20 metri sulle coste vicine all’epicentro. Raggiunse le Hawaii circa 15 ore dopo, con onde oltre i 10 metri e dopo quasi 24 ore anche le coste del Giappone, a 10.000km di distanza, investite da onde di 6 metri.

27 marzo 1964

Un sisma di magnitudo 9.2 colpì l’Alaska, generando uno tsunami con onde che raggiunsero le Hawaii e si allungarono su tutte le coste americane del Pacifico e in California (2-6 metri).

26 dicembre 2004

Il terremoto di magnitudo 9.1 a largo di Sumatra innescò il più distruttivo tsunami del secolo che causò, secondo l’Unesco, circa 230mila morti. Le onde, fino a 30 metri, investirono l’Indonesia propagandosi in tutti gli stati dell’Oceano Indiano e causando danni fino a Somalia, Kenya, Tanzania, Madagascar, Mozambico, Mauritius, Sud Africa e Australia.

11 marzo 2011

Un terremoto di magnitudo 9.1, con epicentro a 70 chilometri dalle coste settentrionali dell’Isola di Honshu, in Giappone, ha causato uno tsunami con onde che hanno superato i 40 metri nella prefettura di Iwate e in quella di Miyagi, propagandosi in tutto il Pacifico e raggiungendo l’Alaska, le Hawaii, le coste del Nord e Centro America e il Cile a 17.000km di distanza, dove le onde arrivarono con un’altezza di 2 metri. Il numero ufficiale delle vittime fu di quasi 16mila persone. Il maremoto investì, causando gravi danni, anche la centrale nucleare di Fukushima con quattro esplosioni e la dispersione di materiale radioattivo.

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