Di Benedetto De Vivo* – Diceva il filosofo Stephen Burke: “Perché il male trionfi, è necessario che i buoni stiano zitti“. Indipendentemente dall’essere “buoni” o “cattivi”, penso che in un Paese democratico i cittadini dovrebbero essere informati con rigore rispetto a ciò che si verifica nell’Amministrazione della cosa pubblica, a prescindere da appartenenze politiche.
Nelle ultime elezioni comunali di Napoli 5 Stelle e PD hanno candidato come Sindaco l’ex Rettore Gaetano Manfredi, che veniva presentato, essenzialmente come un “tecnico/scienziato” al servizio dei cittadini. In ogni caso sul piano tecnico/scientifico, unitamente a tanti altri esperti a livello mondiale, non sono mai stato d’accordo con le posizioni tecnico/scientifiche dell’ex Rettore e dei suoi colleghi (prevalentemente Ingegneri sismici), su come difendersi dai rischi sismici. La scuola di pensiero di Manfredi nella prevenzione dai rischi sismici predilige l’approccio probabilistico (noto, come, PHSA), rispetto a quello neo-deterministico (noto come NDHSA) (Vedi libro: Panza G.F., Kossobokov V.G., Laor E., & De Vivo B. (Eds), 2022 “Earthquakes and Sustainable Infrastructure: neodeterministic (NDSHA) approach guarantees prevention rather than cure”, Elsevier. Doi: 10.1016/B978-0-12-823503-4.00001-4; ISBN: 978-0-12-823503-4, 297-324 pp.).
In parole molto semplici, l’approccio “probabilistico” (PHSA) predilige il fattore economico rispetto alla salvaguardia delle vite umane; l’approccio “neo-deterministico” (NDHSA) privilegia viceversa la salvaguardia di vite umane. Sempre in modo semplice il PHSA si basa su calcoli statistici dei tempi di ritorno di terremoti di varia Magnitudo, mentre il NDHSA si basa sul terremoto di massima Magnitudo (noto come MCE – Maximum Credible Earthquake) verificatosi nei millenni in un dato territorio. Sulla base di questa conoscenza sismologica storica, secondo NDHSA, le abitazioni dovrebbero essere costruite per reggere un terremoto massimo atteso. Purtroppo le compagnie di assicurazioni prediligono il PHSA, nel fissare i premi dovuti da chi assicura le proprie abitazioni contro il verificarsi di potenziali terremoti. E non è certo un caso che professori di Ingegneria sismica hanno organizzato seminari sponsorizzati da compagnie assicurative per promuovere l’attivazione di questa tipologia di assicurazioni da parte dei cittadini.
In verità, a parte i legittimi punti vista tecnico-scientifici molto diversi (vedi Panza et al, 2022), sull’approccio da utilizzarsi per la salvaguardia di vita umane, personalmente, rispetto al candidato proposto come “progressista”, rimanevo alquanto interdetto nel leggere le sue dichiarazioni su stampa cittadina, in merito al fatto che non avrebbe più senso fare distinzione in politica fra destra e sinistra, in quanto si tratterebbe di categorie ormai obsolete. Non condividevo e non condivido queste posizioni politiche, direi purtroppo abbastanza diffuse, perché nella mia visione, destra e sinistra, esistono da millenni, almeno da quando è stata inventata la democrazia (da quei mattacchioni dei Greci). E questa distinzione esiste ancora, in modo nitido. Ritengo che etichettare sinistra e destra come categorie obsolete, sia essenzialmente una posizione populista/qualunquista. Ritenevo, quindi, che individuare Manfredi come esponente della sinistra progressista fosse un vero e proprio abbaglio. E quindi, in coerenza con mio pensiero, non l’ho votato.
Nella sua Giunta comunale, Manfredi, con la stessa coerenza con la visione di sinistra/destra come categorie obsolete, ha nominato il suo collega di Ingegneria, Prof. E. Cosenza, Assessore alle Infrastrutture, lo stesso Cosenza che in precedenza era stato nominato Assessore della Giunta Regionale di centrodestra di Caldoro. Sostanza: essendo obsoleta una distinzione fra destra e sinistra, tutti sono buoni per tutte le stagioni, purché sia garantito il particulare degli attori!
Il Prof. Cosenza, dicono, bravo ingegnere sismico, ora Assessore comunale di Napoli alle Infrastrutture, è stato il collaudatore di Ospedale del Mare, la più grande struttura ospedaliera dell’Italia meridionale, in Zona Rossa del Vesuvio. Ho sempre denunciato come scellerata, a livello locale, nazionale e internazionale, la localizzazione di una tale struttura sensibile, nella Zona Rossa di un vulcano attivo come il Vesuvio (Vedi: De Vivo B., Laor E. and Rolandi G., 2022. Where there’s No Science – Probabilistic hazard assessment in volcanological and nuclear waste settings: Facts, needs and challenges in Italy. In: “Earthquakes and Sustainable Infrastructure: neodeterministic (NDSHA) approach guarantees prevention rather than cure”. Panza G., Kossobokov V. G., Laor E. & De Vivo B., Eds, Elsevier. Doi: 10.1016/B978-0-12-823503-4.00001-4; ISBN: 978-0-12-823503-4, 297-324 pp).
In verità quando fu costruito l’Ospedale (NB: deciso da precedente amministrazione di centrosinistra della Regione Campania), i terreni sui quali è stato costruito, ricadevano appena 100 metri circa fuori della delimitazione della zona rossa. Poi con una successiva, più corretta perimetrazione scientifica dell’area a rischio vulcanico, la struttura ospedaliera, si è venuta e trovare interamente in zona rossa. Intra alia, nell’area di parcheggio del piazzale antistante l’Ospedale qualche anno fa si è verificato uno sprofondamento, fortunatamente senza vittime. Questi sprofondamenti, definiti sinkholes nella letteratura scientifica, sono “normali” in terreni piroclastici incoerenti. E quindi ampiamente, potenzialmente prevedibili come possibili, quando si costruiscono strutture ingegneristiche particolarmente imponenti (come l’Ospedale del Mare). Nella costruzione dell’Ospedale, costruito in modo antisismico (penso con tecniche appropriate) chi lo ha fatto costruire (Amm.ne Regionale di Centro-Sinistra) e chi lo ha collaudato (Prof. E. Cosenza, Assessore regionale di Centro-Destra) hanno tralasciato che il rischio primario al quale è esposto la struttura ospedaliera è vulcanico, NON sismico. In particolare, l’Ospedale può essere invaso da un flusso piroclastico (come se ne sono verificati a decine in eruzioni del Somma-Vesuvio, nelle epoche passate), che viaggia a circa 200 km/ora a temperature fra 1.000 e 1.500°C) (vedi De Vivo et al., 2022). Questo fui costretto a ricordarlo al Prof. Cosenza, in una riunione pubblica, organizzata presso l’Istituto di Studi Filosofici, del compianto avvocato Gerardo Marotta. Riunione nella quale, il Prof. Cosenza enfatizzava l’antisismicità della struttura ospedaliera, da lui collaudata, dimenticando, appunto, il rischio primario, vulcanico.
A chi mi chiedeva, in privato, informazioni sul mio ex Rettore, ribadendo che rappresentavo chiaramente solo una mia personale valutazione politica, spiegavo che la “sinistra” stava prendendo un grandissimo abbaglio. I 5 Stelle (dimenticando i loro principi fondativi che impedivano le candidature anche dei semplici rinviati a giudizio) nel sostenere Manfredi, hanno voluto ignorare che l’ex Rettore si è sottratto al giudizio a causa dell’intervenuta prescrizione dei reati in contestazione in due processi (uno dei quali per il collaudo, con suo collega Prof. Cosenza, di case post-terremoto de L’Aquila). Se è vero che la prescrizione viene dichiarata solo quando non c’è assoluta evidenza di assoluzione, non si può dire però che, in assenza di prescrizione, ci sarebbe stata condanna.
Manfredi subito dopo sua elezione a Sindaco, ha denunciato lo stato di dissesto finanziario del Comune di Napoli ereditato dall’amministrazione precedente, per poi provvedere generosamente ad aumentarsi (non so se di due o tre volte) il suo stipendio. Con l’elezione a sindaco, è stata automatica la nomina di Commissario per la cosiddetta “bonifica” di Bagnoli. Per la quale è partita la richiesta strabiliante di ulteriori 1,3 miliardi di € per portare a termine la “bonifica”. 1,3 miliardi di €, aggiunti ai circa 900 milioni di € già spesi da BagnoliFutura SpA, si sommano a un totale di circa 2,2 miliardi di €. Cifra che non ha pari nel mondo civile per il risanamento di siti ex industriali dismessi (definiti brownfield sites). Con miei interventi pubblici e in pubblicazioni internazionali – (Vedi: De Vivo B., Lima A., Albanese S., Auriemma G., Manno M. and Roberts E., 2024. The Bagnoli-Napoli brownfield site in Italy: before and after the first remediation phase. In: “Environmental Geochemistry. Site Characterization, Data Analysis, Case Histories, and Associated Health Issues”. 3rd Edition (De Vivo B., Belkin H. E, Lima A., Eds); Paperback ISBN: 978-0-443-13801-0; eBook ISBN: 978-0-443-13802-7. Elsevier (Netherlands), https://shop.elsevier.com/books/environmental-geochemistry/de-vivo/978-0-443-13801-0; Chapter 16, 549-588 pp) – in collaborazione con esperti Italiani, USA, Cinesi, Inglesi – con soluzioni semplici, veloci e economiche, ho indicato che i costi di una messa in sicurezza (e non di una “bonifica”, come impropriamente si continua a definire il risanamento di area industriale dismessa di Bagnoli) dovrebbero ammontare a circa € 328 milioni (comprensivi della rimozione della Colmata – ancora prevista dalla legge) – che con un 30% in più per costi aggiuntivi imprevisti, potrebbero arrivare al massimo di € 459 milioni (Vedi vari interventi su MeteoWeb e precedenti link richiamati):
2.https://www.meteoweb.eu/2024/02/commento-articolo-ugo-leone-bagnoli-colmata-puo-restare/1001356482/;
3.https://www.meteoweb.eu/2024/02/commento-articolo-di-costanzo-bagnoli/1001359543/; 4.https://www.meteoweb.eu/2024/02/precisazioni-tecniche-di-chiarimento-su-vicenda-rimozione-non-rimozione-colmata-a-mare-nel-brownfield-site-di-bagnoli/1001362482/; 5.https://www.meteoweb.eu/2024/03/bradisismo-messa-in-sicurezza-bagnoli-stadio-calcio/1001389055/.
Solo qualche mese fa, poi il cursus honorum del Sindaco ”progressista” si è arricchito con la notizia della condanna da parte della Corte dei Conti di Napoli a restituire (dopo patteggiamento) all’Erario circa € 240.000, a fronte di un totale di circa € 700.000 per consulenze illegittime svolte quale Professore di Università Federico II.
A fronte di tutto quanto sopra, limitandomi alle valutazioni primariamente tecnico/scientifiche (vedi vicenda surreale della cosiddetta bonifica di Bagnoli e anche di quella dell’Ospedale del Mare) non sembra proprio che il benessere dei cittadini Napoletani sia stato affidato dagli schieramenti politici “progressisti” nelle mani migliori possibili. La cosa ancora più strana è che non si sia aperto ancora, un dibattito cittadino/nazionale, né a sinistra né a destra. Tutto normale, in un contesto politico/sociale, nel quale si parla essenzialmente alla “pancia” e non alla testa dei cittadini?
*Già Prof. Università Napoli Federico II; Adjunct Prof. di: Virginia Tech, USA; Nanjing Univ., Nanjing, e Hubei Polytechnic Univ, Huangshi, Cina




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