Nel 2006, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha votato per adottare una nuova definizione di cosa costituisce un pianeta. Questa decisione ha suscitato un acceso dibattito e, per alcuni, anche indignazione. La definizione ha portato alla “retrogradazione” di Plutone dalla categoria di pianeta a quella di pianeta nano, portando una rivoluzione nel modo in cui percepiamo e categorizziamo i corpi celesti. Tuttavia, questo cambiamento ha anche posto l’attenzione su corpi celesti che fino a quel momento erano considerati “minori”. Ed è qui che la storia diventa interessante.
Cosa sono i Pianeti Nani?
Secondo la definizione dell’IAU, un pianeta è un corpo celeste che:
- Orbita attorno al Sole
- Ha una massa sufficiente per assumere una forma quasi sferica
- Ha ripulito la propria orbita dai detriti.
I pianeti nani soddisfano solo i primi due criteri. Mentre orbitano intorno al Sole e hanno una forma quasi sferica, non hanno ripulito la loro orbita dagli altri detriti. Questo li distingue dai pianeti “classici“. La differenza può essere compresa osservando il rapporto tra la massa del corpo celeste e la massa degli oggetti presenti nella sua orbita: per i pianeti, questo rapporto è 100.000 volte maggiore rispetto ai pianeti nani.
I “favolosi cinque” del Sistema Solare
Ad oggi, ci sono cinque pianeti nani riconosciuti ufficialmente nel nostro sistema solare: Cerere, Plutone, Haumea, Makemake ed Eris.
Cerere
Situato nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, Cerere è l’unico pianeta nano all’interno del sistema solare interno. Con un diametro di circa 940 km, è l’oggetto più grande della fascia degli asteroidi. Cerere è stato anche il primo corpo del sistema solare ad essere classificato come pianeta nano, dopo essere stato considerato un pianeta a sé stante per circa 50 anni nel XIX secolo.
Plutone
Forse il più famoso dei pianeti nani, Plutone fu scoperto nel 1930 e considerato il nono pianeta del sistema solare per 76 anni. Con un diametro di circa 2.377 km, è più piccolo della Luna terrestre. La sua retrogradazione a pianeta nano è stato il catalizzatore della controversia del 2006. Plutone possiede cinque lune conosciute, con Caronte, la più grande, che è quasi della metà del diametro di Plutone stesso.
Haumea
Questo pianeta nano ha una forma allungata e due lune. È circa un terzo della massa di Plutone. Haumea è noto per la sua rotazione estremamente rapida, completando una rotazione su se stesso in meno di quattro ore. Questo rapido movimento è la ragione della sua forma allungata, simile a un uovo.
Makemake
Con un diametro di circa il 60% di quello di Plutone, Makemake è un pianeta nano relativamente piccolo situato nella fascia di Kuiper. Ha una luna nota ed è stato scoperto nel 2005, lo stesso anno in cui Eris fu scoperto.
Eris
Questo pianeta nano è stato la ragione principale per cui la definizione di pianeta è stata rivisitata. Scoperto nel 2005 e con una massa maggiore di Plutone, Eris ha portato alla luce la necessità di una nuova classificazione. È giustamente chiamato così in onore della dea greca del conflitto e della discordia, poiché la sua scoperta ha sconvolto il sistema di classificazione planetaria.
Sebbene l’IAU non abbia ufficialmente aggiunto nuovi pianeti nani dal 2006, ci sono altri oggetti nel sistema solare che potrebbero essere considerati pianeti nani in futuro. Alcuni di questi includono Quaoar, Sedna, Orcus e Gonggong. Tuttavia, rimangono alcune incertezze riguardo la loro forma e la loro capacità di ripulire le loro orbite. Nel caso di Haumea, ad esempio, nel 2017 un’osservazione ha rivelato che era molto più schiacciato di quanto inizialmente pensato. Questi dubbi potrebbero portare a ulteriori discussioni e rivalutazioni della classificazione di questi oggetti.
Il futuro della definizione di Pianeta
Le discussioni sulla definizione di pianeta non sono ancora finite. Durante l’ultima Assemblea Generale dell’IAU, è stata avanzata una proposta per affinare ulteriormente la definizione. L’attuale definizione non include i più di 5.000 esopianeti scoperti finora al di fuori del nostro sistema solare, e c’è un crescente interesse nel definire una nuova categoria di pianeti nani basata su criteri più facilmente misurabili rispetto alla semplice forma. Si spera che una nuova definizione possa essere discussa alla prossima Assemblea Generale a Roma nel 2027.
Il nostro sistema solare è un luogo dinamico e in continua evoluzione. La classificazione dei pianeti nani ha dimostrato che anche le definizioni apparentemente solide possono cambiare con nuove scoperte e nuovi dati. Plutone, Cerere, Haumea, Makemake ed Eris rappresentano la punta dell’iceberg di ciò che ancora dobbiamo scoprire.