Il Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi sull’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna. “Stamattina ho chiamato il Presidente della Regione facente funzioni in Emilia Romagna, l’assessore Priolo, a cui ho espresso vicinanza personale e del governo e ho ribadito la disponibilità a prendere in considerazione l’esame di dichiarazione di stato d’emergenza qualora la Regione pensasse di formalizzarla”, ha detto Musumeci.
“Quello che accade è frutto di quello che abbiamo e non abbiamo fatto in tempo di pace. Gli eventi alluvionali portano una realtà territoriale come progettata e infrastrutturata non nei mesi o negli anni, ma nei decenni. Le infrastrutture idriche hanno bisogno di medi e lunghi tempi”, ha aggiunto. “Il compito della prevenzione strutturale e infrastrutturale è di competenza delle Regioni, e in più, da un decennio a questa parte, tutti i Presidenti di Regione sono stati nominati Commissari dello Stato per la lotta contro il dissesto idrogeologico e per occuparsi anche di contrasto all’erosione costiera, per le regioni bagnate dal mare. Le regioni assumono una funzione importante da protagonisti in materia di prevenzione e gestione del rischio“, ha detto ancora Musumeci.
”Secondo l’Ispra l’Emilia Romagna è tra le regioni che hanno maggiormente consumato suolo negli ultimi decenni. Cementificare significa facilitare l’effetto ruscellamento quando piove abbondantemente perché l’acqua non viene assorbita e naturalmente viene convogliata a seconda delle pendenze e dove arriva, e arriva veloce, fa danno’‘, ha aggiunto.
Musumeci: “all’Emilia Romagna da governi 594 milioni in 10 anni, cosa è stato fatto?”
“In quest’ultimo decennio l’Emilia Romagna ha avuto assegnati dai Governi di Roma 594.567.679 euro soltanto per la lotta contro il dissesto idrogeologico. Siamo a oltre mezzo miliardo, se la Regione potesse fare lo sforzo di farci sapere quante di queste risorse sono state spese – spero tutte o quasi – se ci facesse la cortesia di dirci quali sono ancora i territori più vulnerabili, quali sono quelli sui quali bisogna intervenire, in un rapporto di reciproca e leale collaborazione istituzionale noi da Roma potremmo programmare ulteriori interventi in regime ordinario”, ha detto Musumeci nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi.
“Da parte del Mase dal 2013 al 2023 sono stati erogati e messi a disposizione 118 milioni e 285mila euro per quattro interventi superiori ai 10 milioni – ha spiegato Musumeci – Lo stesso Mase per 128 interventi più ridotti ha messo a disposizione dell’Emilia Romagna 136 milioni e 14mila euro. Il Ministero dell’Interno per 446 piccoli interventi, ha messo a disposizione 158 milioni e 956mila euro. Lo stesso Ministero dell’Interno, per 38 interventi superiori al milione, ha messo a disposizione della Regione 68 milioni e 74mila euro. Il Dipartimento di Protezione Civile ha finanziato 670 interventi nell’ultimo decennio, con 92 milioni e 761mila euro. Il Dipartimento Casa Italia, che è pertinente alla mia delega, ha finanziato 13 interventi per 17 milioni e 225mila euro. Il Mit ha finanziato 13 interventi per 3 milioni e 250mila euro”.
Per il Ministro della Protezione Civile “non si può sempre chiamare in causa l’alluvione del 2023, che è accaduta perché nel ’22, nel ’21, nel ’20, nel ’19, nel ’18, nel 2010, nel 2000, forse alcune cose che dovevano essere fatte non sono state fatte. Ma non lo dico con un atto polemico, non è un atto d’accusa: è perché se tu non attrezzi il territorio, poi l’alluvione arriva. Le infrastrutture serie e vere si realizzano in 7, 8, 10 anni, e io penso che con oltre mezzo miliardo di euro nell’ultimo decennio soltanto, l’Emilia Romagna avrà messo in sicurezza una parte importante del territorio – ha continuato Musumeci – Ci si dica quale e qual è quella che ancora rimane scoperta, in modo tale che possiamo programmare per evitare che fra 3, 4, 5 anni debba ripetersi la tragedia delle alluvioni”.
“Riteniamo che l’intervento del Commissario straordinario Figliuolo stia andando avanti con grande senso di responsabilità. Non tutto il denaro che ha a disposizione il generale è stato speso, non perché non ci sia stata la programmazione, ma perché dall’altra parte non sono state ancora definite le richieste, le procedure e la pianificazione di chi deve intervenire ed è chiamato per legge per farlo“, ha detto ancora Musumeci.
“Meloni segue la situazione dell’Emilia Romagna”
“Siamo costantemente in contatto con il Presidente del Consiglio, che sta seguendo sin da ieri sera le attività in Emilia-Romagna. Vuole essere tenuta aggiornata. La sua solidarietà l’ho espressa anche stamane al Presidente Priolo“, ha detto Musumeci. “La Regione Emilia Romagna – ribadisce – sa che può contare sulla piena e doverosa disponibilità del Governo nel coordinare le iniziative anche in tempi ordinari, nel definire insieme le priorità e nel comprendere ciò che è stato o non è stato fatto. Questo non è un atto di accusa. Se alcune cose non sono state fatte, possono benissimo essere affrontate nel più breve tempo possibile. Nessuno si illuda – rimarca il Ministro – di poter fare polemiche politiche vicino o lontano da scadenze elettorali sulla sventura o disgrazia di comunità che vivono su un territorio fragile e a rischio. Prevenire significa evitare che il dramma assuma confini e dimensioni ingovernabili“.
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