Dopo 5 giorni intensi nello Spazio, durante i quali è stata effettuata anche la prima passeggiata spaziale privata della storia, l’equipaggio della missione Polaris Dawn sta per fare rientro sulla Terra. Se tutto procederà secondo i piani, la capsula Dragon di SpaceX, denominata Resilience e che ha ospitato i 4 astronauti negli ultimi giorni, ammarerà oggi nel Golfo del Messico, al largo della costa di Dry Tortugas, in Florida, intorno alle 09:36 ora italiana, come confermato da SpaceX. L’atterraggio segnerà la conclusione di Polaris Dawn, una missione volta a dimostrare la funzionalità della nuova tuta spaziale per attività extraveicolari (EVA) sviluppata da SpaceX, nonché la realizzazione della prima passeggiata spaziale di un cittadino privato.
La storica missione Polaris Dawn
Polaris Dawn è stata lanciata il 10 settembre dal Kennedy Space Center della NASA in Florida, a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX. A capo della missione il miliardario filantropo Jared Isaacman, già comandante della missione Inspiration4 nel 2021, la prima missione completamente civile nello Spazio, anch’essa condotta con la capsula Dragon di SpaceX. Questa volta, Isaacman è stato accompagnato dal pilota della missione Scott “Kidd” Poteet e dagli ingegneri di SpaceX Sarah Gillis e Anna Menon, che hanno partecipato come specialisti di missione.
Come avvenuto con Inspiration4, Polaris Dawn ha avuto anche uno scopo filantropico: raccogliere fondi per il St. Jude Children’s Research Hospital, a cui Inspiration4 aveva già donato oltre 250 milioni di dollari.
Durante i primi giorni della missione, la capsula Resilience ha sorvolato porzioni delle fasce di radiazione di Van Allen, raggiungendo un’altitudine di 1.400 km dalla Terra. Ciò ha segnato un record per le astronaute Sarah Gillis e Anna Menon, che sono diventate le donne che hanno viaggiato più lontano nello Spazio, superando qualsiasi altro volo con equipaggio umano dal 1972, quando si concluse la missione Apollo 17.
In questa orbita altamente ellittica, l’equipaggio di Polaris Dawn ha condotto diversi esperimenti per studiare gli effetti della microgravità sul corpo umano. Tuttavia, il momento più cruciale della missione è stato la storica passeggiata spaziale, avvenuta il 3° giorno. La passeggiata, durata circa 2 ore, ha visto Jared Isaacman e Sarah Gillis uscire dalla capsula attraverso il portello superiore e svolgere una serie di test di mobilità per valutare le prestazioni delle nuove tute EVA di SpaceX. Con l’aiuto di una struttura progettata per facilitare i movimenti, denominata “Skywalker” dagli ingegneri di SpaceX, entrambi hanno potuto godere di spettacolari vedute della Terra, mentre completavano le verifiche funzionali delle tute.
Un altro traguardo significativo raggiunto dall’equipaggio è stato l’utilizzo della rete satellitare Starlink di SpaceX per inviare dati e contenuti direttamente dall’orbita. Durante la missione, l’equipaggio ha potuto postare sui social media, condividere video, foto e persino una performance musicale con la Terra. Sabato 14 settembre, hanno partecipato a una videochiamata di 40 minuti con dipendenti e ospiti di SpaceX, utilizzando la connessione Starlink, senza riscontrare alcun problema di segnale, nonostante la capsula Dragon avesse acceso i propulsori 16 volte durante la trasmissione.
La missione Polaris Dawn, inizialmente prevista per il 26 agosto, è stata posticipata a causa delle condizioni meteo nelle zone di splashdown. La missione non prevedeva alcun rifornimento, rendendo quindi cruciale che le condizioni di recupero al momento dell’ammaraggio fossero ottimali, essendo le provviste a bordo limitate per i 5 giorni di durata del volo.
Con il ritorno sulla Terra, Polaris Dawn rappresenta un ulteriore passo avanti nelle missioni spaziali private, aprendo nuove possibilità per i viaggi nello Spazio e lo sviluppo di tecnologie innovative per l’esplorazione spaziale futura.



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