“Anche se qui, nel quartiere dove abito non ci sono stati danni, le immagini delle aree colpite sembrano scenari di guerra: è impressionante”. Così all’Adnkronos, Alberto Iborra, guida turistica a Valencia, testimone diretto della devastazione provocata dal ciclone Dana. “La città in sè non ha subito tanti danni, ma le infrastrutture e i centri logistici che si trovano all’esterno della città di Valencia sono state molto danneggiate – spiega Alberto Iborra – alcuni supermercati, per esempio, non hanno ricevuto i rifornimenti, ma al mercato generale ancora si trovano verdure e frutta fresca. Per chiarire, Valencia è sia il nome della regione che del capoluogo – spiega Iborra – e le aree più colpite sono quelle esterne che circondano il capoluogo.
In particolare, ad esempio, sono stati danneggiati i binari dell’alta velocità, fuori città, linea che collega Valencia a Madrid e secondo le autorità ci vorranno almeno tre settimane per ripulire, riparare e tornare alla normalità. E anche le metropolitane sono chiuse. Un’altra area colpita è quella a una quindicina di chilometri da Valencia città, verso sud, dove ci sono le risaie e anche lì i danni sono ingenti”.
“Possiamo dire che la quotidianità è stata interrotta, anche nelle zone non troppo colpite – conclude Iborra – io faccio la guida turistica e per noi al momento è tutto fermo. Anche le navi da crociera non attraccano al porto perché non sono garantiti i servizi: escursioni e rifornimenti di tutti i generi. Non rimane che aspettare che si torni piano piano alla normalità. E bisogna dire grazie ai tanti volontari che si sono messi in moto subito, ancora prima delle autorità, per aiutare chi era in difficoltà”.





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