Carlo Doglioni non ce l’ha fatta. Con un’email dai toni laconici inviata alle 14:03 di oggi pomeriggio a tutti i dipendenti dell’INGV, il Presidente uscente ha comunicato l’annullamento dell’ultimo Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Inizialmente convocato per il pomeriggio di ieri con oltre 60 punti all’ordine del giorno, è stato poi nuovamente convocato per questa mattina e in extremis per la terza volta alle 13:30 di oggi. Ma in tutti i casi è saltato per assenza del numero legale.
A memoria d’uomo, mai nessuno ricorda un episodio così grave nella storia dell’INGV. La riunione del CdA era molto controversa e la sua effettiva opportunità era discussa da giorni. Enorme il numero di punti all’ordine del giorno, di cui tanti inseriti in corsa nelle ultime ore, prima della scadenza dell’incarico del Presidente Doglioni che cade proprio oggi alle 23.59. Era l’ultimo giorno utile: da domani Doglioni potrà gestire solo l’ordinaria amministrazione, in attesa della nomina del nuovo Presidente INGV da parte del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
Formalmente a far saltare il CdA sono stati tre consiglieri, senza i quali è venuto a mancare il numero legale, e colpisce anche l’assenza dei revisori dei conti, professionisti pagati dallo Stato proprio per vigilare che tutto venga svolto nel modo più corretto. I componenti del CdA assenti hanno motivato la loro assenza denunciando che “nonostante diverse criticità ed urgenze“, il Presidente Doglioni non aveva ritenuto necessario convocare il CdA dell’INGV dal lontano 29 novembre 2024, evidenziando che la convocazione della riunione ieri aveva ignorato impegni pregresso di alcuni di loro, mentre quella di oggi era carente in quanto non annunciata con i cinque giorni di preavviso previsti dalla legge. Inoltre hanno rimarcato che non è stato consegnato il materiale necessario a valutare tutti i punti all’ordine del giorno, che di regola deve essere reso interamente disponibile almeno cinque giorni prima della riunione. Tra questi, il dibattuto accordo politico con il Comune di Villa San Giovanni: il documento nato in un lampo dopo l’incontro segreto con il Sindaco Giusy Caminiti, protagonista dei ricorsi contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto, tema sul quale anche Doglioni nelle ultime settimane si è apertamente schierato adducendo imprecisate carenze nelle conoscenze scientifiche alla base del progetto.
“Mi spiace che questo blocchi tante delibere importanti che avrebbero dovuto essere approvate in tempi rapidi“: così Doglioni ha concluso la sua email, evidentemente amareggiato. Ma probabilmente queste “importanti delibere” da approvare “in tempi rapidi” avrebbero dovuto avere una maggiore condivisione scientifica all’interno dell’INGV; di certo la convocazione del CdA avrebbe dovuto rispettare le regole, e in ogni caso sarebbe stato molto più corretto e opportuno affrontare temi così scottanti in tempi non sospetti, senza aspettare proprio l’ultimo giorno utile prima della scadenza del mandato.
Con lo sciame sismico in corso ai Campi Flegrei, con l’eruzione dell’Etna e con i terremoti che quotidianamente stanno interessando l’Italia dopo un lungo periodo di quiete – come quelli di oggi nel Crotonese – sarebbe molto più utile per il Paese se l’INGV tornasse ad occuparsi di scienza, anziché scendere nel campo delle posizioni politiche. E a proposito di scienza, ieri si è ripetuta la storica gaffe del 2017, quando un terremoto che aveva causato crolli e vittime a Ischia fu localizzato in mare aperto: due notifiche sbagliate hanno scatenato allarme e paura nella popolazione, dapprima al mattino con l’avviso di un terremoto magnitudo 5 a Latina che non c’era mai stato, e poi in serata con la segnalazione di una scossa addirittura di magnitudo 9 ai Campi Flegrei, che se fosse stata vera avrebbe spezzato l’Italia in due uccidendo molte migliaia di persone. Fortunatamente terremoti così forti non si sono mai verificati né si possono verificare in Europa e nel Mediterraneo: l’INGV ha chiesto scusa spiegando che “la reale magnitudo dell’evento in questione è pari a 0.9“.
Evidentemente già ieri c’era qualcuno che anziché all’analisi dei terremoti, in via di Vigna Murata pensava a come far passare alcune decine di delibere “calde” aggirando le perplessità del CdA …



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