“Una concentrazione anomala di CO2 è stata rilevata in un istituto alberghiero di via Terracina, a Napoli. Si sta predisponendo un’attività di controllo. La scuola è vicina all’ospedale San Paolo, dove l’Asl Napoli 1 Centro ha iniziato a fare dei sopralluoghi tecnici“. Lo ha annunciato il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano parlando nel Maschio Angioino di Napoli dove si è riunito, in seduta monotematica, il Consiglio comunale, chiamato a discutere del fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei. La scuola in questione è l’Istituto Professionale per enogastronomia e ospitalità alberghiera “Gioacchino Rossini”. Sono in corso i controlli da parte dei vigili del fuoco per capire in che misura si è alzato il livello nel locale terraneo e in quello interrato dell’istituto. Verrà poi deciso se la scuola resterà aperta domani.
Parlando con i giornalisti prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale, Ciciliano ha rassicurato i cittadini preoccupati per le alte concentrazioni di CO2 registrate in alcuni edifici. “Sono gas che si sprigionano normalmente nelle aree vulcaniche – spiega – sono effetti vulcanici secondari e vanno attentamente monitorati, ma l’anidride carbonica non è il monossido di carbonio, non è un gas tossico, però è più denso dell’aria e stratifica verso il basso“. Ciciliano ricorda che si tratta di fenomeni che avvengono da migliaia di anni, ma “è importante sapere che nelle zone depresse, quelle degli scantinati, dei box o dei sottoscala, potrebbe accumularsi più CO2 e quindi è buona norma valutare le concentrazioni con dei dispositivi che costano pochi euro. Chi vive al terzo piano o in zone areate può vivere in maniera tranquilla”.
Le istanze di sopralluogo
“In questo momento ci sono state 271 istanze di sopralluogo, 156 da Pozzuoli, 104 da Napoli, 11 da Bacoli”, ha detto Ciciliano. “A fine ottobre, abbiamo trasmesso agli enti locali l’esito dello studio di vulnerabilità, con le schede Plinius. Poi è servito un po’ di tempo per assicurare una buona diffusione delle informazioni e quindi, il 5 marzo, sono cominciate le richieste di intervento. Dal 24 di questo mese cominceranno gli interventi”.
Ciciliano: “dagli scienziati una nuova strategia sui livelli di allerta vulcanica”
”La Commissione Grandi Rischi si è riunita il 6 e il 7 marzo e ha fatto una proposta sulla base di uno studio che dura da diversi mesi, quindi molto prima della recrudescenza sismica registrata nelle scorse settimane, sulla base della quale c’è una nuova analisi dei parametri che si stanno registrando e messi insieme all’azione del territorio e della continua azione sismica hanno dato la possibilità agli scienziati di elaborare una nuova strategia per quanto riguarda i livelli di allerta”, ha detto Ciciliano, a proposito dell’elaborazione di un nuovo sistema di allerta di rischio vulcanico.
‘‘Come normalmente si fa in questi casi si deve assestare ciò che è stato fatto dagli scienziati con l’attività di pianificazione della Protezione Civile e come è tipico in queste situazioni si renderanno poi partecipi gli enti locali, la Regione e i cittadini’‘, ha spiegato Ciciliano, che in precedenza, a proposito della possibile variazione dal livello giallo (che dura dal 2012) a livello arancione ha spiegato: ”adesso è prematuro dire una cosa del genere, sicuramente non siamo in arancione, come ho avuto modo di dire più volte. Siamo in giallo così come siamo in giallo da diversi anni. I parametri biochimici che si registrano nella zona della caldera hanno registrato un aumento dell’anidride carbonica ma questo in una zona vulcanica è assolutamente normale e sono fenomeni che non sono tipici solo dei Campi Flegrei ma fenomeni vulcanici secondari presenti in tutte le zone a rischio d’Italia”.
Ciciliano: “i morti non li fanno i terremoti ma le case mal costruite”
“La fragilità degli edifici non riguarda solo l’area dei Campi Flegrei. Se ricordate il terremoto di Casamicciola di 8 anni fa ha fatto diversi morti con una intensità 33 volte inferiore rispetto a una magnitudo cinque”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile nazionale Fabio Ciciliano, a margine del suo intervento di oggi al Consiglio comunale di Napoli convocato sull’emergenza bradisismo, rispondendo a cosa accadrebbe nel capoluogo campano nella ipotesi di una scossa di magnitudo 5.
“Ricordo – ha detto Ciciliano – che dal grado 4 al 5 la grandezza del terremoto è di 33 volte più forte dell’energia che si libera. Se il costruito non è molto dissimile in alcune situazioni a Ischia, ai Campi Flegrei o a Napoli, è ovvio che le case sono più vulnerabili. È questo il motivo per cui lo studio di vulnerabilità che è stato fatto è stato messo a disposizione dei cittadini in maniera tale che possano scegliere di far partecipare i tecnici ai sopralluoghi, così da potersi muovere in una direzione di irrobustimento del costruito”.
Ciciliano ha poi risposto a una domanda sullo striscione esposto all’esterno del Maschio Angioino dai comitati popolari con la scritta “Non vogliamo contare i morti”, in polemica con una sua frase pronunciata un mese fa a Pozzuoli. “A me spiace – ha detto – che si siano risentiti ma è di tutta evidenza che i terremoti non fanno morti, i morti vengono fatti dalle case mal costruite. E in un terremoto 5, che è il massimo terremoto atteso per i Campi Flegrei come entità e molto poco probabile, è evidente che un costruito tutto sommato non molto sicuro può danneggiarsi con una scossa di questo genere”.
Ciciliano: “le vie di fuga esistono ma vanno potenziate”
“In questo momento, le vie di fuga esistono e vanno sicuramente potenziate. Per quelle già esistenti e per quelle che si realizzeranno, ci aspettiamo che rimangano vie di fuga e non diventino strade affollate“, ha affermato Ciciliano. “Se ci sono delle vie di fuga identificate come tali dai piani espeditivi di Protezione Civile dei singoli Comuni e se in una di queste vie di fuga è previsto il mercato del sabato o del giovedì, sarebbe opportuno delocalizzarlo. Sono comportamenti semplicemente normali e virtuosi, che possono assumere un significato molto importante”, ha aggiunto Ciciliano.
Ciciliano: “i cittadini siano consapevoli che vivono in un vulcano”
“È nodale la consapevolezza delle persone, che devono sapere di vivere all’interno di un vulcano attivo: ciò implica anche una consapevolezza delle procedure più adatte e più importanti da mettere in campo in caso di necessità“, ha detto ancora Ciciliano. “Se si vuole vivere meglio in quei contesti che sono potenzialmente più rischiosi – ha aggiunto – la chiave di volta è imparare i comportamenti più virtuosi e seguire le informazioni e le direttive delle autorità locali. Le azioni degli enti locali sono fondamentali e le specificità sono completamente diverse. La metropoli di Napoli ha delle specificità soprattutto per i quartieri di Bagnoli e di Agnano che sono nell’area rossa. Ci sono poi delle zone grigie, soprattutto nella zona Pisciarelli, che dal punto di vista amministrativo ricade in parte nel Comune di Pozzuoli e in parte in quello di Napoli, ma dove la conformazione del territorio non rispetta, per così dire, i confini amministrativi. Si tratta di una situazione che deve essere risolta e i due sindaci si sono messi in campo per farlo nel miglior modo possibile”, ha affermato.



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