Con l’approvazione da parte della Camera della prima Legge quadro sullo Spazio e sulla Space Economy, il nostro Paese si prepara a giocare un ruolo da protagonista nel settore spaziale globale. Un settore che non riguarda solo scienza e tecnologia, ma che promette di rivoluzionare l’economia, l’ambiente e persino il nostro modo di vivere. Il provvedimento, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva, segna una giornata storica per il futuro dell’Italia nello spazio. Fino ad oggi, il settore spaziale italiano era privo di una regolamentazione specifica. Con questa legge, proposta dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’Italia colma finalmente un vuoto normativo e si posiziona tra i leader globali nel campo delle politiche spaziali.
La legge non si limita a regolare l’accesso allo spazio: promuove investimenti nella Space Economy, incentiva la ricerca e valorizza tecnologie strategiche come quelle per l’osservazione della Terra, fondamentali per prevenire rischi naturali e antropici.
Le novità principali
Tra le novità principali, spicca l’introduzione di un regime autorizzatorio per le attività spaziali. Gli operatori italiani, sia sul territorio nazionale che all’estero, dovranno ottenere un’autorizzazione basata su criteri di sicurezza, resilienza e sostenibilità. Per semplificare le operazioni, è prevista un’unica autorizzazione per il lancio di satelliti appartenenti alla stessa costellazione. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) avrà il compito di vigilare sugli operatori e gestire il Registro nazionale degli oggetti spaziali.
La legge istituisce anche strumenti concreti per sostenere lo sviluppo del settore. Tra questi, il Piano nazionale per l’economia dello spazio, che avrà una durata quinquennale e sarà elaborato dal Comint (Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale). Questo piano analizzerà i fabbisogni del settore, favorirà sinergie tra strumenti di finanziamento e definirà politiche mirate al supporto di Pmi e start-up.
Per finanziare queste iniziative, è stato creato un Fondo pluriennale per la Space Economy, con uno stanziamento iniziale di 20 milioni di euro per il 2024 e 35 milioni di euro per il 2025. Questi fondi serviranno a promuovere innovazione tecnologica, sviluppo produttivo e valorizzazione commerciale delle attività spaziali italiane.
Un’altra misura interessante riguarda gli appalti pubblici: almeno il 10% del valore dei contratti sarà riservato a Pmi e start-up innovative. Questo garantirà l’ingresso di nuovi attori nel mercato spaziale italiano, favorendo la competitività e l’innovazione.
La legge guarda anche alle infrastrutture future. Con un decreto specifico saranno definiti i requisiti tecnici degli spazioporti italiani, ovvero siti dedicati al lancio o rientro di veicoli suborbitali o orbitali. Inoltre, si punta alla creazione di una costellazione satellitare nazionale in orbita bassa, fondamentale per garantire capacità trasmissiva nazionale attraverso comunicazioni satellitari.
Le leggi sullo spazio in altri Paesi
Tra i Paesi che hanno già implementato leggi spaziali troviamo Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Giappone, Australia, Lussemburgo e persino piccoli stati come il Liechtenstein. Ognuno di questi ha adottato approcci diversi, adattando le normative alle proprie esigenze e ambizioni. La Francia, ad esempio, è stata tra i primi in Europa a dotarsi di una legge sulle operazioni spaziali nel 2008. Questa normativa prevede un sistema autorizzativo gestito dal Ministero competente e supportato dall’agenzia spaziale nazionale. Le autorizzazioni hanno una durata decennale, garantendo stabilità agli operatori.
Al contrario, Paesi come Regno Unito, Giappone e Stati Uniti rilasciano autorizzazioni per singole operazioni, mentre l’Ucraina e l’Australia offrono licenze che possono durare fino a vent’anni.
Un elemento distintivo delle legislazioni di alcuni Paesi è la regolamentazione dei diritti di proprietà sulle risorse spaziali. Stati Uniti, Lussemburgo, Emirati Arabi Uniti e Giappone hanno introdotto leggi che consentono diritti privati sulle risorse estratte da corpi celesti. Il Giappone è stato l’ultimo ad adottare una normativa in tal senso nel dicembre 2021.
Con la legge sullo spazio, Italia “protagonista in Europa”
Questa mossa legislativa posiziona l’Italia in modo strategico rispetto alle iniziative europee e globali nel settore spaziale. Come dichiarato ad “Agenzia Nova” da Andrea Mascaretti, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, “la legge sull’economia dello spazio ci consentirà di andare, a brevissimo, da protagonisti in Europa”.
Satelliti in orbita bassa
Un aspetto cruciale della Space Economy riguarda il mercato dei satelliti in orbita bassa (Leo), utilizzati principalmente per la connettività internet globale. In questo campo, domina Starlink di SpaceX, ma nuovi concorrenti stanno emergendo rapidamente. Tra questi spicca Eutelsat, azienda francese che sta guadagnando terreno grazie alla sua rete Oneweb.
La capitalizzazione in Borsa di Eutelsat è salita vertiginosamente negli ultimi mesi, passando da 570 milioni a 3,15 miliardi. Secondo Eva Berneke, Amministratore delegato dell’azienda francese, Eutelsat sta avendo “ottimi colloqui con l’Italia” riguardo possibili collaborazioni nel settore delle comunicazioni satellitari criptate. Tuttavia, fonti governative italiane hanno smentito qualsiasi trattativa in corso. Questa competizione riflette la crescente importanza strategica delle infrastrutture satellitari nell’economia globale.


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