La NASA sta valutando la possibilità di far fare un nuovo volo di prova alla capsula Starliner di Boeing, prima di utilizzarla per la regolare rotazione degli equipaggi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il nuovo test servirà a valutare le modifiche apportate in seguito ai problemi tecnici che sono stati riscontrati nel primo volo con passeggeri della scorsa estate e che hanno costretto gli astronauti Sunita Williams e Butch Wilmore a rimanere in orbita per nove mesi, anziché pochi giorni. Lo ha riferito Steve Stich, responsabile del programma commerciale con equipaggio della NASA, durante una conferenza stampa sul rientro della missione Crew-9 sulla Terra.
Finora NASA e Boeing hanno fatto trapelare poco in merito ai lavori in corso sulla Starliner. Ad inizio mese, avevano detto che stavano facendo buoni progressi e avevano risolto il 70% delle anomalie riscontrate nel volo della scorsa estate, ma i problemi di propulsione erano ancora in fase di studio con ulteriori test già pianificati.
In quest’ultima conferenza stampa, Stitch ha aggiunto: “la cosa che dobbiamo consolidare e testare è il sistema di propulsione nel modulo di servizio. Dobbiamo assicurarci di poter eliminare le perdite di elio, eliminare i problemi di propulsione del modulo di servizio che abbiamo avuto durante l’attracco”. Non è ancora stato deciso se il volo di prova prevedrà astronauti a bordo, ma in ogni caso la NASA vuole che sulla Starliner siano presenti tutti i sistemi necessari a supportare un equipaggio.
I guadagni di Williams e Wilmore
Nel frattempo, alcuni media americani, dopo aver celebrato il ritorno sulla Terra di Williams e Wilmore, hanno iniziato a fare i conti in tasca ai due astronauti, sostenendo che non abbiano guadagnato granché dalla loro prolungata permanenza in orbita.
La rivista Fortune ricorda, infatti, che gli astronauti della NASA sulla ISS vengono pagati per 40 ore di lavoro settimanali, guadagnano all’incirca 150.000 dollari all’anno e non si vedono riconosciuti straordinari, ferie o indennità di rischio. Per ogni giorno passato nello spazio ricevono una paga accessoria di 5 dollari, dunque Williams e Wilmore dopo 286 giorni in orbita avrebbero incassato un extra di appena 1.430 dollari.




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