L’Etna festeggia la Festa della Repubblica Italiana, attività stromboliana oggi 2 Giugno | FOTO

L'INGV ha riportato attività stromboliana al Cratere di Sud/Est dell'Etna nella notte del 2 Giugno, Festa della Repubblica italiana

  • eruzione etna 2 giugno festa della repubblica italiana
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • eruzione etna oggi 2 giugno
    Foto Antonella Infanta
  • etna
    Foto Antonella Infanta
  • etna
    Foto Antonella Infanta
/

Dopo una “repentina variazione dei parametri monitorati” intorno alle 02:30, l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- Osservatorio Etneo ha comunicato che “a partire dalle ore 03:50 circa, le immagini delle telecamere del sistema di sorveglianza mostrano attività stromboliana al Cratere di Sud/Est” dell’Etna. Il modello previsionale indica che un’eventuale nube eruttiva prodotta dall’attività in corso si disperderebbe in direzione Sud/Ovest“. Dalla mezzanotte “l’ampiezza media del tremore vulcanico mostra un graduale incremento che ha raggiunto, intorno alle 02:50 l’intervallo dei valori alti“.

La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore ricade in prossimità dell’area del Cratere di Sud/Est ad una quota di circa 2800 m sopra il livello del mare. Dalle ore 02:30 circa si registra un leggero aumento dell’attività infrasonica, la cui localizzazione permane nell’area dei crateri centrali. Non si osservano attualmente variazioni significative nei segnali di deformazione dalle reti GNSS, clinometriche e strainmeter“, conclude l’INGV.