Chi non ama un bel tagliere di formaggi assortiti? Attenzione: secondo una recente ricerca, questo alimento molto amato potrebbe trasformarsi in un vero incubo. Letteralmente. Un’indagine condotta su 1.082 studenti della MacEwan University ha rivelato una forte associazione tra intolleranza al lattosio e la comparsa di sogni disturbanti. Il team ha analizzato i comportamenti alimentari, la qualità del sonno, la frequenza degli incubi e la percezione soggettiva dei partecipanti sul legame tra dieta e sogni. I risultati puntano il dito non tanto contro il formaggio in sé, quanto contro le reazioni fisiologiche che alcuni alimenti scatenano in chi ha difficoltà a digerirli.
Quando l’intestino parla… nel sonno
“Gli incubi peggiorano nei soggetti intolleranti al lattosio che soffrono di sintomi gastrointestinali gravi e che vedono il loro sonno interrotto”, spiega il dottor Tore Nielsen dell’Université de Montréal, autore principale dello studio pubblicato su Frontiers in Psychology. “Ha senso, perché sappiamo che le sensazioni corporee influenzano il contenuto dei sogni”.
La presenza di disturbi notturni legati alla digestione può portare a risvegli in stato disforico e persino a comportamenti di evitamento del sonno, con conseguenze significative sulla qualità del riposo.
Dolci sogni… o forse no
A sorpresa, i formaggi non sono gli unici (o i principali) colpevoli: il 31% dei partecipanti ha indicato i dolci e i dessert come causa principale di sogni vividi o inquietanti. Seguono i latticini (22%), la carne (16%) e i cibi piccanti (13%). Anche episodi di alimentazione emotiva, come le abbuffate legate allo stress, sono stati collegati a sogni particolarmente disturbanti. Inoltre, lunghi intervalli tra i pasti regolari sembrano rendere i sogni più vividi e memorabili.
Cibo e sogni: un legame più forte di quanto pensassimo
Lo studio rafforza l’ipotesi secondo cui l’alimentazione non solo influenzi la qualità del sonno, ma modifichi anche la struttura e il contenuto dei sogni. L’intolleranza a determinati alimenti, in particolare, potrebbe essere una causa finora sottovalutata di incubi ricorrenti. La maggiore consapevolezza delle intolleranze alimentari negli ultimi anni potrebbe spiegare perché tali correlazioni non siano state evidenziate in studi precedenti, incluso uno condotto dallo stesso Nielsen oltre un decennio fa.
Prossimi passi: sogni controllati in laboratorio
Il gruppo di ricerca intende ora espandere lo studio includendo persone di età e background diversi, con abitudini alimentari variate. Sono inoltre in programma esperimenti controllati per verificare se specifici alimenti – come i derivati del latte – influenzino direttamente sogni e qualità del sonno.
Nel frattempo, per chi soffre di incubi frequenti e ha sospetti su possibili intolleranze, il consiglio è semplice ma non sempre facile da accettare: osservare le proprie abitudini alimentari e, se necessario, modificarle.


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