Gli investigatori che indagano sull’incidente aereo del volo Air India, precipitato il 12 giugno poco dopo il decollo a Ahmedabad, in India, stanno esaminando le cartelle cliniche del pilota, per cui si ipotizza che soffrisse di depressione e problemi di salute mentale. Secondo quanto rivelato dal Telegraph, il capitano Sumeet Sabharwal, 56 anni, era a pochi mesi dalla pensione, ma stava valutando di lasciare la compagnia aerea per prendersi cura del padre anziano dopo la morte della madre nel 2022. Sabharwal, che aveva più di 15.000 ore di volo alle spalle, aveva sostenuto l’ultimo esame medico di classe I il 5 settembre dello scorso anno.
L’Associazione dei piloti di linea indiani ha dichiarato di respingere il “tono e l’orientamento” dell’inchiesta che si sta concentrando sugli errori umani, più che su possibili problemi tecnici dell’aereo.
Il capitano Mohan Ranganathan, uno dei massimi esperti di sicurezza aerea in India, ha detto al Telegraph: “ho sentito diversi piloti dell’Air India che mi hanno detto che soffriva di depressione e problemi di salute mentale. Negli ultimi tre o quattro anni aveva preso una pausa dal volo. Aveva ottenuto un congedo medico per questo motivo”.
Il quotidiano britannico ha appreso che il capitano Sabharwal aveva preso un congedo per lutto in seguito alla morte della madre. Tuttavia, Ranganathan ha dichiarato: “deve aver ottenuto il nulla osta medico dai medici della compagnia. Devono avergli rilasciato il certificato di idoneità”.
I risultati preliminari dell’indagine sull’incidente indicano che gli interruttori che controllano il flusso di carburante ai due motori dell’aereo erano stati disattivati. In una registrazione si sente una voce in cabina che urla: “perché hai spento i motori?“.




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