Proprio oggi, giovedì 24 luglio 2025, in piena ondata di caldo (la seconda della stagione) che sta investendo la Sicilia con temperature roventi, il portale ufficiale del SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) è completamente offline nella parte legata ai dati meteorologici. Tutta la rete meteo è in blackout. Una gravissima mancanza che testimonia l’inefficienza gestionale e tecnica del sistema meteorologico regionale, che dovrebbe essere presidio fondamentale per il monitoraggio ambientale, la sicurezza dei cittadini e la corretta informazione meteo-climatica.
Il blackout arriva nel momento più critico, quando migliaia di utenti – tra agricoltori, professionisti, istituzioni, media e semplici cittadini – cercano dati aggiornati per monitorare l’ondata di caldo. Ma i dati delle stazioni meteo sono irraggiungibili: una figuraccia istituzionale che conferma quanto da tempo denunciamo.
La stazione di Floridia: schermo solare rotto e temperature sovrastimate di 1-2°C
Già due giorni fa su MeteoWeb avevamo denunciato il malfunzionamento della stazione SIAS di Floridia, nel Siracusano: il sensore ha lo schermo solare rotto, e quindi sovrastima regolarmente le temperature massime di 1-2°C. È la stessa stazione che l’11 agosto 2021 registrò il presunto record europeo di +48,8°C, poi celebrato dai media di tutto il continente.
Quel dato va considerato nullo: era falso, viziato da un’errata esposizione strumentale. Eppure da allora non solo non si è provveduto alla sostituzione dello schermo, ma anzi si è continuato a prendere per buono un dato scientificamente inattendibile, compromettendo l’integrità della climatologia italiana.
Anche Paternò sovrastima le temperature: SIAS senza controllo né manutenzione
Ma Floridia non è un caso isolato. Anche la stazione SIAS di Paternò, nel Catanese, sovrastima sistematicamente le temperature per ragioni analoghe: manutenzione assente, schermature non adeguate, e una generale incuria strumentale che compromette l’intera rete di monitoraggio meteorologico siciliana.
L’assenza di controllo qualità e la mancanza di tarature e verifiche regolari dei sensori SIAS costituiscono un grave vulnus scientifico: i dati diffusi, infatti, finiscono nei database climatici globali e vengono utilizzati per studi, ricerche e decisioni politiche. Ma se le misurazioni sono errate, tutto l’impianto informativo si basa su fondamenta falsate.
Una gestione approssimativa che discredita la meteorologia italiana
L’incapacità del SIAS di garantire continuità operativa nei momenti chiave e la persistente negligenza nella manutenzione delle stazioni mettono in luce una realtà allarmante: il servizio meteorologico regionale siciliano è inadeguato. In un’epoca in cui i fenomeni estremi sono sempre più frequenti e pericolosi, l’accuratezza dei dati meteorologici è un pilastro imprescindibile per la resilienza del territorio.
Invece, oggi assistiamo a un blackout totale, proprio mentre si verifica la seconda ondata di caldo della stagione e i dati diventano fondamentali. E intanto si continuano a spendere fondi pubblici per mantenere un sistema che non funziona.
La Sicilia merita molto di più. È urgente una riforma profonda del sistema meteorologico regionale, con il coinvolgimento di enti scientifici seri, controlli di qualità, tecnici competenti e trasparenza nei dati. La meteorologia non può essere gestita con approssimazione: ne va della credibilità scientifica, della sicurezza pubblica e della reputazione del Paese.





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