Temperature gonfiate in Sicilia, anche le stazioni SIAS di Francofonte e Caltagirone non sono a norma e sovrastimano le massime

Il geologo Alfio Grassi continua nella sua inchiesta sul malfunzionamento del servizio meteorologico ufficiale siciliano: le stazioni SIAS non a norma sono tante e continuano a fornire dati falsati

  • stazioni meteo sias caltagirone e francoforte
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Nuove immagini documentano gravi irregolarità nelle stazioni meteorologiche del SIAS a Francofonte e Caltagirone.  Il geologo Alfio Grassi torna a puntare i riflettori sulla gestione delle stazioni meteorologiche del SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano). Con nuove fotografie scattate negli ultimi giorni, Grassi mostra lo stato di degrado e irregolarità di alcune centraline ufficiali, evidenziando come l’Ente meteorologico ufficiale siciliano stia raccogliendo e diffonda dati non realistici e fuorvianti che non rispecchiano le reali condizioni climatiche della Sicilia.

Secondo l’esperto, il problema non sarebbe un caso isolato ma una prassi consolidata.

Stazioni fuori norma a Francofonte e Caltagirone

L’attenzione del geologo si concentra ora sulle stazioni SIAS di Francofonte e Caltagirone, entrambe ritenute non a norma e responsabili di sovrastime sistematiche delle temperature massime. Le fotografie mostrano schermi solari rotti che permettono alla luce diretta del sole di alterare i valori registrati: si tratta di un errore strutturale che porta a un incremento artificiale di 1-2 gradi ogni giorno.

Il record di Floridia in discussione

Le nuove prove alimentano dubbi anche su quello che viene considerato il record europeo di caldo, i 48,8°C registrati a Floridia l’11 agosto 2021. Quel dato sarebbe stato sovrastimato e quindi non autentico, come abbiamo già approfondito.

Il caso solleva interrogativi sulla credibilità dei dati climatici siciliani, fondamentali non solo per la ricerca scientifica ma anche per la pianificazione agricola e la gestione delle emergenze. Serve trasparenza e rispetto delle regole internazionali di misura perché la meteorologia deve basarsi su dati corretti e verificabili, non su numeri gonfiati che alterano la realtà.