Il nuovo cargo spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman, progettato per portare rifornimenti e materiale scientifico alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha avuto un imprevisto tecnico durante il suo primo volo. Lanciato lo scorso 14 settembre 2025 a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, il veicolo avrebbe dovuto raggiungere la ISS oggi mercoledì 17 settembre. Tuttavia, un problema ai propulsori ha costretto NASA e Northrop Grumman a rinviare l’arrivo, in attesa di stabilire una nuova data per il rendezvous orbitale.
L’anomalia al motore principale di Cygnus XL
Secondo quanto comunicato da NASA, il guasto si è verificato durante 2 manovre di accensione necessarie per innalzare l’orbita del cargo e allinearla con quella della Stazione Spaziale. In entrambe le occasioni, il motore principale di Cygnus XL si è spento prematuramente, impedendo al veicolo di completare il profilo di volo previsto.
Fortunatamente, tutte le altre apparecchiature e sottosistemi del veicolo risultano funzionare normalmente. Gli ingegneri sono ora al lavoro per valutare le opzioni e garantire che il veicolo possa comunque raggiungere la ISS in sicurezza.
Un debutto complesso per la nuova generazione di Cygnus
Cygnus XL rappresenta un aggiornamento significativo rispetto alle precedenti versioni del cargo sviluppato da Northrop Grumman. Mentre i modelli precedenti potevano trasportare fino a 3.856 kg di carico, la nuova variante è in grado di portarne circa 5 tonnellate.
La missione in corso, denominata NG-23, avrebbe dovuto segnare il 23° volo di rifornimento verso la ISS per conto della NASA. In realtà, il conteggio è particolare: la missione NG-22 era stata annullata in seguito a danni subiti dal veicolo durante il trasporto verso il sito di lancio.
Il ruolo dei cargo spaziali
Cygnus è uno dei 3 veicoli attualmente impiegati per rifornire la ISS. Oltre a questo operano la capsula Dragon di SpaceX, riutilizzabile, e il cargo russo Progress, che come Cygnus è invece monouso.
Cygnus XL porta il nome di S.S. William “Willie” McCool, in onore dell’astronauta statunitense che perse la vita nel disastro dello Space Shuttle Columbia nel 2003. Se tutto andrà come previsto, il veicolo resterà attraccato alla ISS fino a marzo 2026, per poi staccarsi e distruggersi rientrando nell’atmosfera terrestre, come da prassi per i cargo non riutilizzabili.



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