Sta andando tutto esattamente come previsto. E’ un mercoledì di maltempo su gran parte d’Italia, con connotati drammatici in Sicilia dove una donna risulta dispersa da questa mattina per i nubifragi nell’agrigentino. Sono in corso fenomeni perturbati che hanno interessato – e a tratti interessano ancora – anche alcune aree del Nord e delle Regioni centrali tirreniche, e cioè quelle zone del Paese più lontane dall’irruzione fredda in arrivo dai Balcani verso il Centro/Sud. L’aria fredda arriva dalla Russia tramite i Balcani e si invorticherà sull’Italia meridionale intorno al minimo di bassa pressione (un ciclone) in formazione sul mar Jonio per ciclogenesi Mediterranea. Le Regioni più esposte a quest’irruzione fredda di proporzioni storiche per il periodo dell’anno in cui arriva, ad inizio ottobre, sono quelle del basso Adriatico e il Sud in generale: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, zone interne della Campania, Calabria e Sicilia.
Tuttavia, oggi per contrasti termici il maltempo sfonda anche in alcune aree di Toscana e Lazio, seppur in modo timido, e ha interessato un po’ tutto il Nord (esclusa la Lombardia) in mattinata. Sta ancora colpendo le Marche, esposte alla bora proveniente dall’Adriatico. Gli ultimi aggiornamenti del satellite mostrano lo sfondamento dell’aria fredda sui Balcani, con temperature in picchiata su valori invernali tra Ungheria, Slovenia e Croazia. Sull’Italia abbiamo tanto maltempo, ma il freddo deve ancora affluire dall’Adriatico. Fa comunque già molto fresco specialmente nelle aree interessate dal maltempo: in pieno giorno abbiamo +15°C a Pescara e +17°C a Brindisi. Notevoli anche i +15°C di Frosinone e i +12°C di Campobasso, sempre in pieno giorno. Bologna si è fermata a +17°C di temperatura massima giornaliera nonostante dalla tarda mattinata sia tornato a splendere il sole, dopo una minima di +12°C sotto la pioggia del mattino. Fa già freddo, insomma, eppure il calo termico vero e proprio deve ancora iniziare.
Lo sfondamento del fronte freddo dall’Adriatico all’Italia, infatti, è atteso la prossima notte. Tra la tarda serata di oggi (dopo le 22:00) e la notte, con un calo termico che inizierà dall’alto Adriatico e rapidamente prima dell’alba si estenderà fino alle coste tirreniche e alla Puglia. Poi, nel corso della giornata di domani, giovedì 2 ottobre, le temperature diminuiranno ulteriormente per tutto il corso della giornata, con lo sfondamento dei nuclei più freddi sul medio Adriatico e l’estensione dell’aria fredda fino alle isole maggiori (Sardegna e Sicilia) in serata. Soltanto dopodomani, e cioè venerdì 3 ottobre, raggiungeremo il picco dell’ondata di freddo, con temperature che in questa fase raggiungeranno lo zero termico ad 850hPa, sotto i 1.500 metri di altitudine, tra Abruzzo, Molise e Campania, nel cuore del Centro/Sud. Un evento storico per inizio ottobre, che determinerà eccezionali nevicate fino a 1.000 metri di altitudine nelle zone interne dell’Appennino. La conferma arriva dall’ultimo aggiornamento delle mappe termiche al suolo (temperature ad 850hPa) del modello ICON, il gioiellino della modellistica meteorologica tedesca:
Anche le mappe con le anomalie termiche previste per domani e dopodomani confermano gli scarti di oltre 10°C sotto le medie storiche del periodo su gran parte d’Italia, soprattutto sulle Regioni Adriatiche e al Sud, in un contesto molto freddo per tutta l’Europa centro-orientale, tra l’Italia, i Balcani e tutta l’area Mittel-Europea (Europa centrale):
Il freddo continuerà anche sabato e domenica, quando le temperature aumenteranno in modo lento e graduale fino a tornare in linea con le medie del periodo la prossima settimana, ma continuando a mantenersi sotto le medie per tutto il fine settimana. Gli ultimi aggiornamenti, quindi, confermano freddo eccezionale in arrivo: venerdì avremo gelate in pianura Padana e a bassa quota nelle zone interne del Centro. Tra Lazio, Umbria, Toscana e il Nord, avremo le gelate più premature dell’ultimo mezzo secolo, mentre sull’Appennino meridionale nevicherà dove a inizio ottobre non succede da oltre cento anni. I prossimi due giorni rimarranno a lungo scolpiti negli annali di climatologia nel nostro Paese. Allacciate le cinture, quindi, e soprattutto rispolverate gli abiti pesanti: nei prossimi due giorni avremo un clima tipicamente invernale in tutt’Italia, pur essendo ancora soltanto all’inizio dell’autunno. Fino a poche settimane fa, infatti, si parlava ancora di bollini rossi, sofferenza da caldo e indici di calore (temperature percepite!). E invece adesso, già domani bisognerà accendere i riscaldamenti!
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