Come ampiamente previsto, questa mattina l’Emilia-Romagna è stata colpita da una fase di maltempo particolarmente intensa, con piogge e venti tempestosi provenienti da Nord-Est. Le raffiche di Bora hanno toccato i 90–95 km/h tra Ravenna e Rimini, causando mareggiate e ingressioni marine in diversi tratti costieri. Secondo i dati della boa Arpae al largo di Cesenatico, il moto ondoso ha raggiunto un picco di 5,7 metri, tra i più alti della stagione autunnale.
Fortunatamente, nel corso della giornata la marea è diminuita e le condizioni sulla fascia costiera stanno gradualmente tornando alla normalità, sebbene restino segnalati danni e allagamenti in alcuni stabilimenti a Lido di Dante e Lido di Savio.

Cosa sono le ingressioni marine
Le ingressioni marine sono eventi durante i quali l’acqua del mare penetra verso l’entroterra in modo anomalo, superando barriere naturali come dune sabbiose o artificiali come argini e difese costiere. Questo fenomeno è spesso associato a mareggiate molto intense, quando il livello del mare aumenta temporaneamente a causa della combinazione tra:
- Venti onshore persistenti che spingono l’acqua verso la costa;
- Bassa pressione atmosferica che determina un innalzamento del livello marino;
- Onde lunghe e potenti che amplificano l’effetto di risalita, noto come “storm surge” o onda di tempesta.
Cause e fattori che amplificano il fenomeno
L’innalzamento del livello medio del mare, dovuto al riscaldamento globale e allo scioglimento dei ghiacci, sta rendendo le coste italiane sempre più vulnerabili anche a eventi di intensità moderata. Inoltre, la scomparsa delle dune costiere – spesso erose o modificate dall’uomo – priva il litorale di una difesa naturale in grado di smorzare l’energia delle onde.
Durante eventi come quello odierno, l’azione combinata di Bora e bassa pressione crea un contesto perfetto per l’innesco di ingressioni marine improvvise, con infiltrazioni d’acqua salata anche in aree agricole o retro-litoranee.
Effetti meteorologici e ambientali
Dal punto di vista meteorologico, le ingressioni marine si verificano in presenza di cicloni mediterranei o tempeste extratropicali con venti da mare persistenti e forti gradienti di pressione. Questi eventi possono alterare l’equilibrio chimico e fisico delle acque costiere, modificando la salinità e la temperatura marina, con effetti significativi sulla fauna marina e sulla vegetazione litoranea.
Inoltre, l’intrusione di acqua salata nei terreni agricoli può compromettere la fertilità dei suoli, mentre l’erosione accelerata riduce la capacità naturale della costa di proteggersi da future mareggiate.
Conclusioni e prospettive
L’episodio odierno nel Ravennate rappresenta un chiaro esempio di come le mareggiate e le ingressioni marine possano provocare impatti sempre più gravi sulle nostre coste. La combinazione di vento forte, bassa pressione e mare agitato resta una delle principali minacce meteorologiche per l’Adriatico settentrionale. È fondamentale monitorare attentamente gli eventi meteomarini e investire nella manutenzione delle difese costiere e nel ripristino delle dune naturali, per mitigare i rischi in vista delle prossime mareggiate autunnali.
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