Previsioni Meteo, anche Svezia e Finlandia si preparano a un inverno gelido. La sfida dell’energia: basterà per i periodi più freddi?

Previsioni Meteo per l'inverno: tra temperature record e calo del vento, i sistemi energetici si preparano a un inverno critico puntando su interconnessioni, importazioni e flessibilità nella gestione della domanda

Come già anticipato nei giorni scorsi su MeteoWeb, si preannuncia un inverno particolarmente difficile per il freddo intenso atteso in Europa. Uno scenario già illustrato dalle previsioni del National Energy System Operator (Neso), secondo cui il Regno Unito affronterà temperature molto rigide e una possibile drastica riduzione della produzione di energia eolica a causa del fenomeno chiamato dunkelflaute, cioè il calo del vento durante ondate di freddo intenso. Anche gli esperti italiani del settore energetico hanno annunciato la preoccupazione per un inverno molto freddo, a causa delle possibili ripercussioni sul sistema energetico.

Questo scenario – infatti – mette a dura prova la capacità del sistema elettrico, la cui riserva di energia sarà limitata, e aumenta la dipendenza dalle importazioni di energia e gas, soprattutto dalla Norvegia e da fornitori esterni di gas naturale liquefatto (GNL). Margini di sicurezza ridotti e il rischio di blackout sono reali, soprattutto se il freddo intenso coinvolgerà tutta l’Europa del Nord.

La novità di oggi è che anche Paesi come Finlandia e Svezia, storicamente abituati a inverni rigidi, potrebbero affrontare sfide simili, con aumentata domanda energetica e possibili difficoltà di approvvigionamento, rendendo indispensabile una preparazione coordinata a livello europeo per evitare crisi diffuse.

Le previsioni della Finlandia

Secondo le analisi condotte da Fingrid, il gestore della rete elettrica finlandese, la Finlandia disporrà di elettricità sufficiente per affrontare l’inverno, anche in condizioni meteorologiche difficili, come periodi prolungati di freddo intenso e bassa produzione eolica.

Tuomas Rauhala, vicepresidente senior per le operazioni del sistema elettrico, ha spiegato che la disponibilità di elettricità dovrebbe essere adeguata anche nelle circostanze più critiche. La risposta della domanda, stimolata da prezzi elevati, sarà cruciale per mantenere l’equilibrio del sistema.

Il ruolo centrale della linea Aurora

Una delle principali novità di quest’anno sarà la messa in servizio, entro la fine del 2025, della nuova Aurora Line, una linea di trasmissione ad alta tensione tra la Finlandia e la Svezia settentrionale. Questa infrastruttura strategica aumenterà la capacità di importazione elettrica dalla Svezia di 700 megawatt, migliorando così la resilienza della rete finlandese rispetto agli inverni precedenti.

Sebbene circa 300 megawatt di capacità di cogenerazione siano stati dismessi rispetto all’anno scorso, l’aumento di produzione eolica e la nuova linea Aurora dovrebbero compensare tale perdita. Tuttavia, Fingrid avverte che la linea Aurora rappresenta una spinta solo temporanea: per il futuro, sarà necessario investire ulteriormente nella flessibilità non fossile per garantire una fornitura stabile nei prossimi decenni.

Picchi di domanda e gestione del rischio

In una giornata invernale particolarmente fredda e calma, il consumo potrebbe toccare i 15.000 megawatt. La produzione interna, nelle migliori condizioni, riuscirebbe a coprire circa 11.700 megawatt, rendendo necessari circa 3.300 megawatt di importazioni, prevalentemente da Svezia ed Estonia. In scenari più estremi, i prezzi dell’elettricità — se bassi grazie all’abbondanza di energia eolica — potrebbero incentivare ulteriormente la domanda, generando pressioni sulla rete.

Negli ultimi anni, la Finlandia ha però investito significativamente nella flessibilità del consumo, grazie all’adozione di caldaie elettriche, contratti spot e altri strumenti di gestione intelligente dell’energia. Tali soluzioni si sono dimostrate efficaci nel ridurre il rischio di carenze, permettendo di attivare la riduzione del consumo nei momenti di maggiore tensione.

Le previsioni della Svezia

Anche la Svezia si sta preparando all’inverno con una posizione energetica più favorevole rispetto agli anni precedenti. Il gestore di rete Svenska Kraftnät ha recentemente pubblicato il suo rapporto annuale sul bilancio energetico, rivedendo al ribasso le stime di carenza.

Uno dei fattori chiave è stata la maggiore consapevolezza dei consumatori in merito ai prezzi dell’energia. I costi elevati registrati dopo la crisi energetica del 2022 hanno incentivato comportamenti di consumo più parsimoniosi, riducendo la pressione sulla rete. Secondo Svenska Kraftnät, la domanda di elettricità è scesa al di sotto dei 140 TWh annui, contribuendo a migliorare il bilancio elettrico nazionale.

Il picco di consumo dell’inverno scorso, raggiunto il 13 gennaio, è stato pari a 22,5 MWh/h — il più basso dal 1997/98, secondo i dati ufficiali.

Energia eolica e squilibri regionali

La Svezia settentrionale sta beneficiando di una forte espansione della capacità eolica, che ha generato un surplus elettrico nella regione. Tuttavia, la situazione rimane disequilibrata tra Nord e Sud: il deficit nella Svezia meridionale potrebbe raggiungere 7.700 MWh/h in caso di inverno freddo, anche se il fabbisogno nazionale complessivo può essere tecnicamente soddisfatto.

Svenska Kraftnät stima che in condizioni normali si avrà un bilancio positivo di 600 MWh/h nelle ore di punta, ma con temperature più rigide si potrebbe verificare un deficit equivalente.

La strategia svedese per fronteggiare questo potenziale deficiti si basa principalmente su:

  • Flussi interni di energia elettrica dal Nord al Sud del paese;
  • Importazioni temporanee da paesi vicini, se necessarie;
  • Contenimento della domanda tramite meccanismi di prezzo e programmi di risposta alla domanda.

Il freddo polare non lascia spazio a errori

Sia in Finlandia che in Svezia, le previsioni indicano un sistema energetico più robusto rispetto agli anni passati, ma che resta comunque esposto a rischi legati:

  • A condizioni meteo estreme (freddo prolungato, assenza di vento);
  • Alla dismissione di impianti tradizionali e alla lentezza nello sviluppo di nuove capacità programmabili;
  • Al ritardo nelle politiche di sostegno alla flessibilità non fossile.

L’interconnessione tra i due paesi, potenziata grazie alla Aurora Line, rappresenta un esempio concreto di cooperazione nordica per la sicurezza energetica regionale. Tuttavia, secondo gli esperti, sarà necessario intensificare gli sforzi di pianificazione a lungo termine, migliorare la gestione dei consumi e sviluppare infrastrutture in grado di supportare una transizione energetica resiliente.

L’approvvigionamento elettrico diventa una questione cruciale, con la necessità di garantire non solo quantità sufficienti di energia, ma anche la resilienza delle infrastrutture e la flessibilità nella gestione della domanda. La nuova Aurora Line e le misure di risposta attiva dei consumatori rappresentano passi importanti, ma non bastano a eliminare completamente i rischi legati a un inverno rigido. La sfida più grande sarà quindi bilanciare l’aumento del fabbisogno energetico indotto dal freddo intenso con la variabilità delle fonti rinnovabili e la limitatezza delle riserve. La capacità di adattamento dei sistemi energetici nordici sarà fondamentale per evitare blackout e garantire il benessere delle popolazioni durante i mesi più duri dell’anno.