Terremoto Campania, l’Irpinia trema: “calcinacci caduti e crepe”, domani scuole chiuse

Ad Avellino e in diversi comuni della provincia molti cittadini sono scesi in strada per la paura, le scuole resteranno chiuse in tutta l’Irpinia nella giornata di domani

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Tre scosse di terremoto hanno interessato l’Irpinia nella serata di sabato. La più forte, magnitudo 4.0, è stata avvertita distintamente anche nelle province di Napoli, Salerno e Benevento. Fortunatamente non si registrano feriti, e dai sopralluoghi effettuati durante la notte non sono emersi danni significativi né particolari criticità. Ad Avellino e in diversi comuni della provincia, però, molti cittadini sono scesi in strada per la paura e alcuni hanno preferito trascorrere la notte fuori dalle proprie abitazioni. A titolo precauzionale, le scuole resteranno chiuse in tutta l’Irpinia nella giornata di domani, ed anche a Benevento. “Domani ho deciso, dopo il parere dei miei dirigenti e tecnici, di chiudere le scuole della città e gli uffici pubblici di mia competenza. Dopo il susseguirsi delle scosse telluriche, che hanno creato apprensione nella popolazione, la misura è un atto dovuto. Intanto ho dato indicazione di continuare le verifiche nei vari istituti“, ha annunciato  Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Le nuove scosse arrivano a poche ore di distanza da quella di venerdì pomeriggio, registrata alle 13 con epicentro a Grottolella. Lo sciame sismico è proseguito sabato sera con un primo evento, il più intenso, alle 21:49 con epicentro a Montefredane e ipocentro a 14 km di profondità. A seguire, alle 21:59, una seconda scossa magnitudo 2.0 con epicentro a Prata di Principato Ultra (19 km di profondità) e, alle 22:08, una terza di magnitudo 2.4 nuovamente a Montefredane (11 km di profondità).

Il ricordo del devastante terremoto del 1980, di cui il prossimo 23 novembre ricorrerà il 45° anniversario, è ancora vivo nella memoria degli irpini: in quella tragedia persero la vita quasi 3mila persone.

Numerose le chiamate ai Vigili del Fuoco e ai centri di emergenza. Tutti i Centri Operativi Comunali (COC) della provincia sono stati attivati, così come il Centro di Coordinamento dei Soccorsi, presieduto dal prefetto Rossana Riflesso, che è in costante contatto con il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero dell’Interno.

Ad Avellino, per chi ha scelto di non rientrare in casa, è stato predisposto un punto di accoglienza presso la scuola di San Tommaso.

Le scosse registrate non sono di origine vulcanica e riguardano le faglie regionali dell’Irpinia. Non risultano quindi collegate con l’attività del Vesuvio o dei Campi Flegrei, dove è stata registrata una lieve scossa di magnitudo 3.1.

Siamo qui al comune e al momento non si registrano danni a cose o persone. Il centro operativo comunale è convocato. Massima allerta, ovviamente la popolazione è spaventata e si è riversata in strada. Attendiamo di comprendere il da farsi per le prossime ore“, aveva dichiarato poco dopo il forte terremoto il sindaco di Montefredane Ciro Aquino. “Ringrazio di cuore quanti mi stanno chiamando per sapere se tutto è a posto dopo le scosse di terremoto delle ultime ore. Telefonate, messaggi ed email sono arrivati da ogni parte, anche dai nostri concittadini residenti all’estero. Un grazie particolare alla Croce Rossa, ai sindaci irpini e ai tanti amici che hanno voluto esprimere a me e alla mia comunità la loro vicinanza e solidarietà. Al momento stiamo verificando eventuali danni a persone o cose, ma la situazione sembra sotto controllo“.

Abbiamo allestito due punti di accoglienza per la popolazione. Molti hanno paura e non vogliono rientrare a casa”, ha dichiarato all’Adnkronos il sindaco Aquino. ”Da una prima ispezione con le torce è stata riscontrata la caduta di calcinacci da alcuni edifici del centro storico e si vedono crepe. Ho diramato l’ordinanza per la chiusura delle scuole nella giornata di lunedì, per poter eseguire le verifiche sugli edifici”.